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Mio zio

di Ficarra e Picone su Smemoranda 2007 - Be free to...

Mio zio è un tipo strano: NON PARLA MAI!
Mio zio "sta tutta la santa giornata", dice sua moglie, "seduto in poltrona".
Mio zio ha circa sessant’anni, e da quando è andato in pensione non parla più.
Mio zio"se ne sta tutto il maledetto giorno", dice la figlia, "alla finestra a fissare il panorama".
Se qualcuno lo interroga su qualcosa, su qualunque cosa, lui si limita ad annuire... poi ti fa un sorriso di circostanza, e subito ritorna ai suoi pensieri.

Mio zio pensa... riflette... analizza, e ha deciso di farlo... in silenzio!
Quando ancora lavorava mio zio diceva sempre: "Appena andrò in pensione, farò quello che non ho mai avuto il tempo di fare: penserò prima di parlare!" Infatti...
Mio zio è un tipo strano: PARLA UNA VOLTA AL MESE!
Da anni mio zio parla solo una volta al mese: l’ultimo giorno di ogni mese alle ore 22.00, preciso come un orologio svizzero, mio zio... parla! Le cose che dice in queste puntuali circostanze sono di svariati contenuti, e alcune volte apparentemente banali, ma sono sempre poche frasi lapidarie!
È come se durante l’intero mese, mio zio, più che cercare le parole giuste, scartasse quelle sbagliate, e scartando scartando arrivasse sempre a un risultato... essenziale!
Così ogni fine mese, la casa di mio zio diventa un teatro vero e proprio.
Il 31 del mese scorso il rito si è ripetuto.
Parenti, amici e conoscenti sono piombati a casa dello zio da tutti i punti della città. Ognuno ha portato qualcosa: cannoli, dolcini, spumante...

Mia zia ci ha accolti truccata e con un sorriso meraviglioso, la figlia ci ha fatto accomodare in salotto, mentre i bambini dei vari parenti hanno cominciato col solito nascondino!
Così… nel giro di mezz’ora, la confusione era diventata assordante... L’unico in silenzio, manco a dirlo, era mio zio Giovanni, che se ne stava in poltrona tutto il tempo a fumare e a... scartare.
Sono quasi le 22.00. Comincia il copione che si ripete ogni mese: le grida si fanno brusio, e l’attenzione di tutti si sposta lentamente sullo zio!
Questo mese c’è particolare tensione perché mia zia è convinta che il marito non parlerà più. E invece no...
...Intorno alle 22-00, mio zio comincia a guardare l’orologio a cucù appeso sulla parete della cucina; lentamente la casa si zittisce e quando il silenzio diventa assordante, mio zio si alza dalla poltrona, e avviandosi verso la camera da letto dice: "E anche questa guerra ce la potevamo risparmiare!"
Poi lo zio scompare nel buio del corridoio, lasciandoci tutti in silenzio!
Era successo di nuovo: lo zio dopo un mese era tornato a parlare.

Il miracolo si era di nuovo compiuto. Non era importante quello che aveva detto, ma il fatto che avesse detto qualcosa, e ci avesse fatto riascoltare la sua voce. Avrebbe potuto anche dire: "Buona notte", come in verità ha fatto altre volte, oppure "non esistono più le mezze stagioni". Qualsiasi cosa sarebbe andata bene. Mia zia era commossa, tutti noi ammutoliti riassaporavamo col pensiero il timbro di quella voce che avevamo appena ascoltato e che da un mese ci mancava.

Mio zio è una brava persona, tutti noi gli vogliamo bene. Poi la festa è finita e tutti siamo tornati al nostro chiasso.
Il tempo dei saluti, il rinnovato invito per il prossimo mese, le solite cerimonie; e subito la casa torna in silenzio. Le ultime parole della giornata sono da archiviare sotto il nome di mio nonno, che in verità digerisce male il fatto che lo zio gli abbia rubato il ruolo di "saggio", che per anzianità toccherebbe a lui; così, scendendo le scale mio nonno maliziosamente commenta: "I soliti discorsi pacifisti!"

C’è poco da fare: mio nonno parla senza pensare!

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