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Bello per un giorno

di Gabriele Cirilli su Smemoranda 2006 - Immagina che...

Immagino spesso di essere bello come da bimbo.
Mia suocera mi dice sempre: "Sei un incrocio tra Raul Bova e Kevin Costner... ma uno dei due non si è fermato allo stop!"
La mattina è il momento peggiore: barba incolta, rivolo di saliva calcificato, spesso lo specchio mi dice: "Gabriele ti prego, fatti prima una bella doccia calda, così mi appanno e non ti vedo!"
Ho messo su due taglie in un anno.
Ho letto che tutto l’universo è in espansione: è evidente che la mia pancia non vuol essere da meno. Il collo ha più rughe di una cartina geografica ripiegata da noi uomini, che siccome non troviamo mai il verso giusto, la schiacciamo passandoci sopra con la betoniera. La verità è che mi sento un po’ da rottamare.

Immagina se fossi bello che la gente non solo si gira, ma cambia proprio direzione: "Non sei andata dal panettiere?", "No, ho seguito Cirilli!", "E il pane?", "Oggi crackers!"
Immagina se fossi bello da andare a visitare il Louvre e ritrovarmi con 300 Gioconde che fanno la fila per venirmi a vedere.
Una bellezza che costringa la Montalcini a ballare la macarena, la Ferilli a gridare "Forza Lazio", mia moglie a dirmi "Sei con la Bellucci? Ok, divertiti"!
Bello che il David di Michelangelo mi chiede "In che palestra vai?" E poi mi piacerebbe andare a casa sua e vedere un mio poster sulla porta della camera! Bellissimo: che il navigatore satellitare mi fa sbagliare strada per stare di più insieme a me!

Se fossi bellissimo andrei a vendicarmi con la macchinetta fototessera! Sei normale? Ti fai la fototessera e diventi brutto. Sei brutto? Ti fai la fototessera e diventi orrendo. Sei orrendo? Ti fai la fototessera e diventi famoso, con Dario Argento!
Per questo io mi siederei sul sellino, chiuderei la tendina, inserirei i 5 euro, controllerei l’altezza degli occhi ed essendo bellissimo mi farei 4 foto tutte uguali... così (gesto dell’ombrello)!

Mi basterebbe essere bello per un giorno. Saprei già dove andare, cosa fare.

Tutta la mattina vorrei passarla in un negozio di abbigliamento.
Mettermi qualunque cosa e stare da Dio! Togliermi un vestito appena provato e sentire la commessa che dice alla giacca "Lo sai? Quel signore ti dona!"
Il pomeriggio andrei al mare, d’estate. Vorrei fare il mio ingresso in spiaggia e vedere tutte le donne che lentamente si girano verso di me.
Otto asciugamani più in là, vedere la più carina di tutte che abbassa gli occhiali scuri per guardarmi meglio. Io che mi tolgo la camicia con non-chalance: i miei addominali scolpiti che fendono l’aria, i pettorali che fanno ombra, i bicipiti che bloccano il tempo, e il respiro delle donne che si ferma!
Vorrei tenerle così, senza respirare, a mio piacimento: e lì... rallenty! Io che mi passo lentamente la mano tra i capelli – e loro paonazze – io che mi spalmo un po’ di crema solo sugli zigomi – e loro cianotiche – io che apro al vento il mio asciugamano e loro annaspanti io che stendo il mio corpo al sole muscolo per muscolo... e solo a quel punto "Ok, respirate". Ffffffffffffffffffffffffffffff... tempesta di sabbia!!!

La sera vorrei essere bello a New York, d’autunno, durante un temporale.
Io, immobile sotto la pioggia, zuppo e incurante, che guardo lassù, verso la finestra dove c’è lei, bellissima, avvolta nel suo maglioncino di cachemire. Lei che guarda verso di me, povero pulcino bagnato e intirizzito, e dai suoi occhi si capisce che mi trova bellissimo.
Poi il miracolo: ecco che scende! Esce anche lei sotto la pioggia! Il resto del mondo sparisce. Sotto quel muro d’acqua ci siamo solo io e lei, viso a viso, occhi negli occhi, le punte dei miei capelli che gocciolano, io che sono bello da impazzire. Lei che sorride e poi mi bacia. Titoli di coda.
Una volta l’ho fatto in Abruzzo con mia moglie. Sono rimasto lì sotto la pioggia. Lei è scesa, bellissima, con l’ombrello, dolcissima, e mi ha detto "Ma che sei scemo? Con questa umidità ti viene il catarro e poi stanotte russi come una segheria!"
L’altra sera, prima di andare a dormire, mi sono lavato i denti.
E più spazzolavo, più mi accorgevo che uno sconosciuto si stava specchiando nel mio bagno. Dapprima mi sono spaventato un poco perché pensavo di non essere io, poi mi sono spaventato moltissimo perché ero proprio io! Immagina se il mio corpo non avesse le stesse performance di uno yogurt fuori dal frigo... sarebbe più facile anche corteggiare Manuela Arcuri.

Immagina che tutto ciò fosse possibile... non mi divertirei più.

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