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Immagino un mondo

di Gino Strada su Smemoranda 2006 - Immagina che...

Immagino un mondo in cui poter fare le cose che mi piacciono, e non dover passare il tempo a ricucire persone fatte a pezzi dalla guerra.

Immagino un mondo dove chi si trova a essere malato – perchè ti tocca, non è mica una scelta – possa essere curato. Curato nel migliore dei modi. E gratis.
Invece continuo a vedere, nei posti più sperduti della terra, la lista dei prezzi all'ingresso di quelli che sarebbe troppo chiamare ospedali. La lista dei prezzi, come al bar: ma un conto è limitarsi al caffè perchè il cappuccino costa troppo, altro è dover rinunciare alle bende, alle medicine, agli interventi chirurgici che non ti puoi permettere di pagare, e che ti servirebbero a salvare una gamba, o la vista, o la vita dei tuoi figli. E mi imbestialisco tanto di più quando vedo i listini dei prezzi anche qui da noi, nella civilissima Europa, o in quella grande America dove – lo abbiamo visto anche nei telefilm – c'è chi è costretto a scegliere se curarsi il cancro oppure mandare i figli all'università. Immagino un mondo in cui nessuno possa guadagnare sulla pelle della gente.

Immagino un mondo senza questa assurda follia: c'è chi muore di fame e chi muore perchè mangia troppo. Mi piace immaginare un mondo dove ci sia pane per tutti, e anche un po' di formaggio.
Immagino di non perdere minuti ore anni di vita a lottare per quello che dovrebbe essere mio di diritto. Immagino una società in cui chi comanda non imbrogli continuamente la gente, giocando con le parole, magari per convincerli che una guerra puo essere giusta.

Immagino un mondo in cui non si debba perdere tempo ed energia per cercare di scoprire se e quanta verità c'è nelle storie che leggiamo sui giornali.
Immagino di potermi svegliare la mattina senza chiedermi quanta gente è morta mentre dormivo sotto una bomba o un'autobomba. Perchè oggi è così: non ci si chiede se ci sono stati dei morti ma quanti ce ne sono stati, perchè ci siamo abituati all'orrore quotidiano.

Immagino un mondo in cui si possa uscire di casa tranquilli, per farsi una birra a Tel Aviv o andare a una festa di nozze a Falluja, senza rischiare di non tornare più a casa. Ogni giorno troppe persone nel mondo vanno a scuola, a lavorare, a fare la spesa con addosso la paura di morire.

Immagino un mondo in cui i sogni per il futuro non debbano fare i conti con le pallottole, gli attentati, i bombardamenti.
Nel mondo che mi piace immaginare le cose non solo sono giuste, sono anche belle.
Immagino di poter camminare sulle montagne dell'Afghanistan, le più spettacolari montagne che abbia mai visto, immagino di farlo senza rischiare di saltare su una mina, preoccupandomi solo di guardare il cielo sopra la mia testa, non la terra su cui metto i piedi.

Immagino un mondo dove la differenza sia una risorsa, una cosa bella da gustare, anzichè un pericolo da arginare. Un mondo in cui si possano conoscere gli altri senza dover attraversare check-point e muri sempre più alti. Quelli di cemento armato, e quelli nella testa delle persone.

Immagino un mondo che non perda ogni minuto i suoi futuri Leonardo, Mozart, Mandela e Einstein a causa della guerra, della fame, delle malattie.
Il mondo che immagino sarebbe più giusto, ma anche più bello, più piacevole da vivere. Ma perchè non sia solo un bel sogno, una volta che si è finito di immaginare, bisogna rimboccarsi le maniche e cominciare a fare.

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