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Unzaza, un za za

di Jovanotti su Smemoranda 1999 - Va' a quel paese

Sono arrivato a Linzun venerdì pomeriggio di fine autunno per fare un concerto il giornodopo in un locale di questa città non famosissima dell'Austria. Homollato i bagagli in albergo ed era già l'ora di mangiare e sonoentrato in un MacDonald's proprio davanti all'hotel dalle camere stile filmporno. Zona centrale, molti negozi, pochi negozi belli, chioschi di caldarrosteche qui chiamano Maroni, tram con l'interno illuminatissimo al neon chepassano lenti e puoi vedere benissimo cosa succede dentro e ci vedi subitoparecchie facce da finelavoro di finesettimana pronte al sabato che nonè detto che sia poi tutto rose e fiori, in fondo lavorare ti dàun senso di equilibrio senza bisogno di bere quindici birre e finire inqualche triste locale con la solita compagnia.
Ho ordinato qualcosa e un mitico gelato di Mac che è identico e fintissimoe buonissimo in tutto il mondo e mi sono messo a guardare l'umanitàche entrava, stazionava, usciva dal locale che avrebbe potuto essere inqualsiasi luogo del pianeta che sarebbe stato esattamente identico. Ho cominciatoa notare un discreto numero di ragazzini adolescenti insomma teenager chesi aggiravano vestiti a festa, gessati, smoking, giaccacravatta, papillon,scarpe lucide, ragazzine con vestitini neri spalle nude, brufoli con elegantivestiti da sera niente male, acconciature pensate e specchiate e rispecchiate,pancine sporgenti sotto attillate stoffe nere o bianche comunque qualcosadi molto elegante e anche di molto insolito dentro un posto come quello.Il numero non era piùdiscreto anzi entravano e uscivano a fiumicome se il venerdì sera i ragazzini di quella città si vestisserosolo così. Ho guardato la data sul mio orologio per capire se fosseuna specie di festa che non avevo considerato ma quel giorno era proprioun venerdì come tutti gli altri nel mondo eccetto per quella minoranzache in quel preciso giorno celebra un compleanno o qualche ricorrenza cherende per lui e per i pochi a lui legati quella data piùimportantedel Natale, ma lì non si trattava di un compleanno, c'era qualcosadi abituale in quello che mi circondava, qualcosa di tradizionale, di normale.
Ho avvicinato l'unico gruppetto di ragazzi vestiti da ragazzi del villaggioglobale, insomma vestiti come il pubblico di un programma di MTV, scarpeda ginnastica e compagnia bella e ho domandato in inglese come mai eranotutti così eleganti e uno in inglese addirittura molto peggiore delmio mi ha risposto con una parola “uolzer” che è la pronunciadi walzer. Il venerdì sera i ragazzi si mettono giù meglioche possono in senso classico e se ne vanno a ballare il walzer in grandilocali dove orchestre suonano il walzer viennese, quello originale, e sipuò entrare solo vestiti da sera.
Non so perché ma mi sono commosso, voi forse potete spiegarmi ilperché, comunque io mi sono commosso, il cuore pieno di gioia perquesta cosa che stavo vedendo, per questo venerdì a ballare il walzer.Pensa che bello rimorchiare una tua coetanea chiedendole di ballare il walzer,pensa che bello! Meraviglioso.
Quelli erano proprio abiti che uno si è specchiato e qualcuno siè sentito molto soddisfatto e qualcun altro un po' arrogante colsuo vestito su misura e qualcun altro un po' imbarazzato col suo vestitoche era di suo fratello e che gli va un po' largo di spalle e porta comunquei segni di walzer che lui era troppo bambino per poter ballare. Mamme afare orli e guardare con tanto amore quei loro piccoli eroi da dare sensoa una vita intera in un solo sguardo. Pensa alla prima volta che ci vaia quel walzer, pensa che emozione.
Sono andato su in camera e verso mezzanotte sono tornato in quel MacDonald'sche stava per chiudere ed era pieno di reduci da una sera di walzer.
Facce da quadro dell'Ottocento che mangiano patate fritte rosse di ketchup,ragazzi in gruppi di soli ragazzi e ragazze in gruppi di sole ragazze, vestitisgualciti, cravatte allentate, incedere incerto e dolorante su tacchi prematuri,e qualche coppia, probabilmente fresca fresca, meravigliosa. Un za za, unza za, un za za, un za za.
La vita scorre, la vita esplode comunque anche nei luoghi dove tu probabilmentenon andrai mai, anche nelle città dal nome difficile da dire, nelleprovince, nelle capanne, la vita esplode e l'emozione è l'emozionee ci sono certe cose che si fanno come per esempio andare a ballare il walzeril venerdì sera.

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