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Tournée

di Lella Costa su Smemoranda 1999 - Va' a quel paese

Per dirlo, devo averlodetto, magari anche piùvolte. Magari in diverse fasi della vita.Ah, io non so che mestiere farò, ma di sicuro non mi lasceròchiudere in un posto (leggasi ufficio barra scuola barra casa barra grandemagazzino eccetera). Ah, io o libera e selvaggia o niente. Sì, viaggiare(rallentando per poi accelerare, è ovvio). Io vagabondo che non sonoaltro. On the road again. Oggi qui domani là. Prendo la mia motoe via non mi vedete più(questa è una citazione particolarmentesciagurata: trattasi nientepopodimeno che di una Sylvie Vartan interamenterifinita in pelle nera, l'anno non me lo ricordo ma mi sa che è megliocosì). C'è solo la strada su cui puoi contare, la strada èl'unica salvezza (questo è un Gaber vintage, non vorrei che qualcunolo scambiasse per istigazione alla prostituzione, sai com'è, conl'aria che tira). Io me ne andrei (riproviamo un'altra volta non èdetto poi non si sa mai: sempre prudente, il Baglioni).
E quando s'alza il vento no, piùfermare non si può, dovevado non lo so, quanto male ti farò, non ti svegliare mai (cioè,porti anche sfiga?).
Va', tra la gente donna va', per le strade del mondo e le città.
Mi dispiace devo andare, il mio posto è là (vabbe', dài,questa è un'altra storia). I can't get no satisfaction (c'entranosempre, gli Stones).
Morale: aspiravo a una vita non esattamente sedentaria. A girare, viaggiare,muovermi il piùpossibile. Chi si ferma è perduto, insomma:quelle robe lì.
Ah, per farcela ce l'ho anche fatta, niente da dire. Le voilà, signore& signori, la nostra simpatica amica ha realizzato il sogno della suavita senza ricorrere neppure all'aiuto di Castagna e/o della Carrà(che son soddisfazioni, ammettiamolo), e trascorre una buona parte del suotempo viaggiando su e giù per l'Italia, o per essere piùprecisi:in tournée.
Che cosa sia veramente una tournée, è insieme molto semplicee assolutamente incomprensibile, ma tentando di semplificare: la tournéeè quel meccanismo perverso e ingovernabile per cui se hai uno spettacolo(noi diciamo: una data) il martedì a Taranto e un altro il giovedìa Bari, sicuramente il mercoledì ne hai uno a Trento (se hai culoti potrà capitare, per dire, Parma, ma non un chilometro piùin giù). Hai un bell'incazzarti, ragionarci sopra, supplicare, proporredate alternative, dimostrare inconfutabilmente che le perdite (di tempo,denaro e salute) sono molto superiori ai vantaggi: non c'è nienteda fare. Dev'essere una specie di legge di Murphy, una cosa così.
L'attore in tournée non è mai un turista, neanche per caso.Spesso è un ospite, e questa è la parte carina: arrivi inun posto dove sei atteso, e la gente è ben contenta di portarti ingiro, svelarti segreti e trucchi della città o del paese, anzi: soprattuttodel paese. Perché l'Italia è un paese di paesi - e lo so cheil calembour è orribile, ma l'ho fatto apposta. Hanno assolutamenteragione Paolo Conte e tutti gli altri cantori della provincia, l'Italiaè quella lì, altro che metropoli. L'Italia è fattadi tante Méldola, San Giovanni Lupatoto, Soresina, Magione, Copparo.E' fatta di posti come Popiglio e Maiolati, arrampicati su valichi che neanchei prof di geografia pretendono che te li ricordi: magari son dieci caselungo una strada provinciale, però c'è un teatro, un cinema,una stanza un po' piùgrande con una pedana e un occhiodibue. E unpubblico - magari son novanta persone, ma per noi si chiama sempre pubblico.E davanti a un pubblico noialtri recitiamo le voilà signore &signori.
E poi via, si riparte. On the road again (com'è che mi piaceva dipiùquando la ascoltavo a casa?). Altri valichi, altre curve, altrestrade provinciali; e poi le statali, e le autostrade, e gli autogrill coipanini che ogni tanto cambiano nome (ma il rustico, che fine ha fatto ilrustico? E il provenzale?), e i nomi dei caselli che non cambiano mai, ele nebbie e buonviaggioconviacard e quella noiosa che ogni volta ti fa tuttala spiega: “Introdurre prima il biglietto e poi la tessera”, cos'è,mi prendi per scema?
E hai davanti un altro viaggio e una città per cantare (o parlare,o ballare). E andiamo a Genova coi suoi svincoli micidiali (è ungenio, De Gregori). E sì che me l'aveva spiegata così bene,il leggendario Indiana Jones, ne I predatori dell'Arca perduta.
Quando lei gli diceva: “Non sei piùquello di dieci anni fa”lui (anziché strozzarla, come obiettivamente avrebbe meritato), lerispondeva “It's not years, honey: it's mileage”.
Sante parole, dottor Jones, sante parole: non sono gli anni. Sono i chilometri.

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