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Questo io immagino

di Giovanni Cacioppo su Smemoranda 2006 - Immagina che...

Signore e signori, ladies and gentlemen, mesdames et messieurs, your attention please: domenica 2 aprile 2056 nel deserto del Sahara si scontreranno al meglio dei loro armamenti dieci battaglioni di marines degli Stati Uniti d’America contro un’armata dell’esercito popolare cinese; il vincitore avrà il controllo della regione indiana fino a nuova sfida.
Immagina che tutto ciò sia possibile, avere un luogo del nostro pianeta disabitato, adibito alle guerre, come un ring per i pugili, il Colosseo per i gladiatori, un luogo ove l’accesso sia consentito solo a chi vuole fare la guerra.
Questo io immagino.

Il mondo in pace non ci è mai stato e mai ci sarà, la guerra è nella natura stessa dell’uomo.
Le tempeste sono generate dallo scontro di masse d’aria con temperature differenti e finiscono quando si è ristabilito l’equilibrio, così sono le guerre.

Visto che l’uomo, tra tutti i vizi, ha anche quello della guerra, la guerra andrebbe trattata come un vizio. Quindi, come si è fatto per i fumatori incalliti, così andrebbe fatto per i guerrieri accaniti.
Uno spazio dedicato alla guerra, dove gli eserciti possano sfogare la loro passione senza arrecare fastidio alcuno ai civili, bambini, anziani o donne che siano.

Ditemi se questa non è civiltà.
Signore e signori, ladies and gentlemen, mesdames et messieurs, vi ricordo inoltre che il mese prossimo sarà il mese dello scambio: le cento persone più potenti di ogni nazione prenderanno il posto delle cento persone meno abbienti.

Così che il ricco capisca come vive il povero e il poverò, ahimè, capisca come vive il ricco e da lì nascano nuovi equilibri.
Immagina pure che tutte le chiese di tutte le religioni adottino la regola di dedicare una nicchia all’interno della stessa chiesa per ogni religione esistente, come se uno entrasse in una cattedrale dove, oltre al Cristo, nelle nicchie, invece di trovare le statue dei santi, trovasse la statua di Maometto, Buddha, Allah, Confucio, Krisna e Sandokan.
Sì, Sandokan. In modo che abbia da pregare anche chi è Sanokanista. E in modo che tutti i pregatori capiscano che sono lì per lo stesso motivo e, anzi, se uno non dovesse trovarsi bene con il proprio dio, può provarne altri allo stesso prezzo.
Immagina se tutto questo potesse accadere.

Ma in ogni caso, immagina.

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