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Che strano

di Irene Grandi su Smemoranda 2006 - Immagina che...

Ah, finalmente un po' di sole...
Bene, oggi devo andare a prendere Alessio alla stazione, andrò a piedi, scaricherò un po' di tensione, è molto tempo che non ci vediamo e sono un po’ emozionata...
Alessio aveva lasciato la band due anni fa ma forse tornerà a suonare in tournée... proprio di questo dobbiamo parlare...
I ricordi si susseguono velocissimi nella mia testa mentre prendo un caffè, mi vesto ed esco.
Per la strada non passa nessuno, però che strano suono...
Tin tin tin tin tin peeeee peeeeee drin drin.
Campanellini e clacson riempiono l’aria…
Ma che succede? Forse una manifestazione... ma niente tamburi... niente cori...
Arrivata in piazza Indipendenza non credo ai miei occhi... Tutt’intorno alla piazza ci sono posteggiati decine di risciò, sì la bicicletta taxi indiana... tipicamente decorata e un po’ scassata... ragazzi indiani, italiani e anche stranieri sono là intorno che aspettano i clienti, che non tardano ad arrivare...
Sulla strada il traffico delle auto ha lasciato il posto ai risciò che fanno suonare i campanelli, i trasportati hanno un’aria soddisfatta.
Poi mi volto verso la piazza e noto numerose bancarelle... mi avvicino... che strano profumo… mi avvicino ancora... ci sono mucchi di spezie gialle, rosse, a grani, in polvere, e poi lenticchie e riso e poi un’alta impalcatura dove teli colorati, disegnati, ricamati, di seta e raso creano una pittura in movimento tra i palazzi fiorentini... che bello!!!

Una donna vestita con un sari verde e viola sopra una strana tuta termica mi chiede se voglio un ciay per riscaldarmi un po'.
Accetto volentieri e assaggiandolo mi torna in mente quel pomeriggio a Varanasi, in India, di tanti anni fa. Le chiedo scandendo le parole ed aiutandomi con i gesti di che manifestazione si tratta, da dove viene quel mercato…
La donna mi risponde in italiano, dice che appartiene alla seconda generazione di parvesi che i suoi genitori sono di Varanasi, in India ma che entrambi dopo il programma di due anni di scuola in Italia hanno deciso di fermarsi qui e si sono sposati.

Lei mi chiede se qualche mio parente vive a Varanasi...
Che strana domanda...
Di corsa arriva un ragazzo con i capelli neri neri in jeans e piumino sventolando una lettera – è arrivata! È arrivata!
Dice a sua madre, in italiano, che tra due mesi partirà per l’India per il corso di artigianato del legno... e poi aggiunge qualcosa in una lingua che non conosco.
L’espressione della madre oscilla tra l’ammirazione e la malinconia... Sei diventato grande... e lo abbraccia...
Io ho i lucciconi e quindi mi affretto a pagare e proseguire, ma prima di andare la donna mi saluta e mi dice che mi ha riconosciuta e che suo fratello aspetta il mio concerto a Goa…
Be' anche se non ci capisco nulla... lo aspetto anch’io il mio concerto a Goa... Su via Nazionale noto negozi che... be' non me li ricordavo… vendono prodotti indiani, poi ci sono molti Internet point e sulla strada vendono anche coroncine di fiori...
In fondo alla strada proprio al posto del Mc Donald’s c’è un grande obelisco e lì vicino ancora fiori, riso, bracciali tintinnanti e medagliette... è un tempio indù!!!

Ma che succede???... siamo stati conquistati dall’India???
Devo avere un'espressione molto turbata, effettivamente non ci capisco niente...
Un anziano allora mi si avvicina e mi dice: "La tua immaginazione ha funzionato bene, il gemellaggio tra le città del mondo di emisferi opposti è la realtà di oggi.
Ogni città del mondo ha la sua gemella e così ogni persona ha la possibilità di venire a contatto con la propria cultura e con quella della gemella; sono favoriti gli scambi nella scuola, nei commerci e nella produzione, nell’edilizia ecc... tra città gemelle e soprattutto si creano legami.
La cultura così vive perché si arricchisce nel suo mutamento stimolato dal dialogo continuo".

Spesso molti 'parvesi' cioè 'stranieri', si sono poi trasferiti da un continente all’altro, perché sono rimasti affascinati dalla città o dal paese gemellato, oppure si sono innamorati e si sono formate tante famiglie miste.

Non ci sono più molte guerre nel mondo perché ogni bambino e poi adolescente diventa grande frequentando luoghi dove diverse culture convivono, e poi, dopo la fine dell’era del petrolio l’economia ha ripreso a girare… la tua Firenze è gemellata… indovina un po'?"
E io: "Con l’India di sicuro… ma che? Come? L’era del petrolio... finita... che significa?"
"Cerca nei tuoi sogni..."
"Mi ricordo di avere immaginato che Varanasi, la città sacra del Gange doveva essere una delle sette meraviglie del mondo... mah... e poi quella signora del ciay... Con la sua strana domanda sul fatto di avere parenti a Varanasi..."
"Hai immaginato bene, Firenze gemellata a Varanasi...così come avevi auspicato a una fine dell’era del petrolio immaginandoti una fonte di energia pulita e inesauribile quale è adesso per noi l’acqua del mare".
"Ma io... non sapevo... nulla... Ma che anno siamo???"
"2140"
"Mah... Allora è inutile che vada a prendere Alessio alla stazione... per me era il 2006..."

Ma il vecchio con un sorriso dice: "No, che dici!!! Vai, vai pure, la tua immaginazione ha funzionato bene, credimi, e ha cambiato solo le cose che avevi immaginato diverse dal reale, le altre le ha lasciate così... quindi cara Irene, preparati bene per la tua tournée, e arrivederci inshaallà!".

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