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Segugio di Dio

di Lia Celi su Smemoranda 1999 - Va' a quel paese

Alto, ascetico, prosciugatodagli stenti della vita missionaria, fra' Gonzalo di Valladolid si gettòai piedi del papa. "Padre Santo - disse con voce ossequiosa ma vibrantedi orgoglio - la luce del Vangelo illumina un altro lembo dell'orbe. I Pancruziidella Pafladocia sono stati alfine sottratti alle turpi seduzioni dell'idolatria"."Uh - fece il pontefice, giocherellando con la punta della sua barba- Pancruzii. Ma sei sicuro? Non li avevi evangelizzati tre anni fa? No,già, quelli erano gli Tzopopotli del Perù. Che testa ho, ormaiè buona solo a infilarci la mitra. Così, ci siamo fatti purei Pancruzii. Bravo Gonzalo. Te lo meriti il soprannome Segugio di Dio. Unoti lancia un bastone oltre l'Oceano e tu torni con una paccata di animeredente. Ma cosa ci fai tu, ai pagani, che non se ne salva nessuno?"
"Volete dire 'si salvano tutti', Padre - replicò con rispettosopuntiglio il frate - la conversione procaccia loro l'eterna salvazione."
"Già già, certo. Bene, caro, se non c'è altro,io dovrei andare - disse il papa, rizzandosi sui braccioli del trono. -Sai, c'è quel pittore, Raffaello, deve farmi il preventivo per gliaffreschi del salone. Non hai idea quanto costano gli affreschi al metroquadrooggigiorno. E quello vuole fare la Scuola di Atene, Socrate, Platone e altribarbogi. Ci mettesse anche qualche bella ragazza, dopotutto siamo nel Rinascimento.Sì?" chiese il pontefice, accorgendosi che fra' Gonzalo eraancora lì e lo fissava sotto le folte sopracciglia grigie.
"Non mi avete assegnato la prossima missione, Padre - gli ricordòil Segugio di Dio -. Lo sapete, ho consacrato la mia vita alla diffusionedel Verbo. Ditemi: quale altro gregge infedele devo condurre all'ombra dellaSanta Croce, a prezzo, se Dio lo vuole, del martirio?"
Il papa ricadde sui cuscini di velluto. Conosceva troppo bene Gonzalo daValladolid. Il suo zelo missionario lo aveva portato in tutte le terre alloranote e in molte di quelle ignote, precedendo i più famosi navigatorisulle rotte d'Oriente e d'Occidente.
Magellano c'era rimasto male quando era sbarcato nelle Molucche brandendoil crocefisso, e gli indigeni gli avevano detto: "Grazie, ma il crocefissoche ci ha portato quel frate l'anno scorso va ancora benissimo". Quelfrate non si sarebbe spostato di un mignolo se il papa in persona non gliavesse ordinato di andare in qualche remota landa senzadio, possibilmentemalsana e con una popolazione femminile d'aspetto repellente.
"Padre infallibile, - incalzò il Segugio, cupamente - ogni minutoche passa è un'anima pagana regalata al Maligno."
Il pontefice sbuffò. "E regaliamogliene altre quindici, chesarà mai. Dammi un quarto d'ora per pensarci, e ti mando in un postoveramente, ma veramente orrendo. Torno subito."
Il Maligno ormai non sapeva più dove mettere le anime pagane avutein regalo, quando il papa, consultati cardinali, camerlenghi e cartografi,riapparve a Gonzalo.
"Brutta storia, figliolo. Tutte le partes infidelium sono giàprenotate dai missionari di altri ordini". Aprì un planisferosparso di segnalini a forma di tonaca. "Vedi? Cina, gesuiti. Brasile,francescani. Africa, saveriani. Guarda le Maldive. Ancora non sono statescoperte e tutti vogliono andarci. Chissà perché. Senti, Gonzalo,se te ne stessi a casa un paio d'anni?" Si pentì subito di averlodetto. Un apostolo a propulsione nucleare come Gonzalo, meglio non tenerseloin Europa. Lì la gente era impegnata a scannarsi in nome di qualchere cristianissimo. E se all'evangelizzatore dei baluba saltava il ticchiodi evangelizzare anche i cristiani? Tutta la politica europea sarebbe andataa ehm, a Maddalene. Ma dove spedirlo senza ingelosire i permalosissimi ordinireligiosi? Come seminare il Segugio di Dio? Il papa guardò fuoridalla finestra del palazzo vaticano. Faceva già scuro.
Il frate attendeva, teso come un bracco in posizione di punta.
"Ho trovato, Gonzalo - disse infine il successore di Pietro con unsogghigno -. Vai a evangelizzare la Luna. Quella lassù". E indicòla falce bianca in un riquadro di cielo blu. A fra' Gonzalo non occorrevaaltro. Riconoscente, baciò l'anello pontificio, si fece benediree uscì ciabattando dalla sala.
Nel 1969, quando l'astronauta Neil Armstrong trovò un rosario sullasuperficie lunare, capì di essere solo il primo laico a mettere piedesulla Luna. Ci rimase malissimo. Ma non lo disse a nessuno.

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