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Non avrei mai immaginato di...

di Lella Costa su Smemoranda 2006 - Immagina che...

Intanto, Edgar Allan Poe, Tales of mystery and imagination che basterebbe lui, tutto il resto o viene dopo o suona inevitabilmente superato.
John Lennon, certo, ma lo sapevate che molto probabilmente l’ispirazione per la straordinaria Imagine viene nientepopodimeno cha da Lewis Carroll, il papà di Alice e delle sue meraviglie?
Se non ci credete andate a (ri)leggervi l’inizio di Attraverso lo specchio, in particolare il gioco ipnotico che Alice propone alla gattina Kitty: "Immagina di venire con me nella stanza dello specchio... immaginiamo di passare attraverso lo specchio, è così morbido, sembra fatto di brina... immagina che faccia faranno tutti quanti quando ci vedranno di là e allungheranno le mani per toccarci e non ci riusciranno... dai, Kitty, immagina... é facile, se ci provi..."

Poi c’é l’immaginario collettivo - adesso è un po' meno di moda, ma qualche anno fa andava fortissimo. Oddio, è anche vero che qualche anno fa il suddetto ospitava icone del calibro di Marilyn Monroe o di Mick Jagger, mentre oggi ci trovi più che altro la (le) Lecciso.
Immagino che tutto questo abbia un significato, "e se non ce l’ha tanto meglio, non dovremo fare la fatica di trovarne uno". Questo lo dice sempre Lewis Carroll, che era un personaggio estremamente eclettico, e ovviamente dotato di grande immaginazione.
Sostantivo che in genere si accompagna agli aggettivi più disparati: se è fervida e intensa, in genere ci troviamo in zona artisti. Se è eccessiva, in zona debito formativo ("Signora,suo figlio/a ha troppa immaginazione, va fuori tema, vive in un mondo tutto suo, non ha i piedi per terra...") Se è poca, però, può diventare un handicap, a scuola come sul posto di lavoro ("Andiamo, Fantozzi, ci metta un po' di brio,un po' di immaginazione!")

Passiamo al verbo: immaginare è di un eclettismo encomiabile.
Sa passare dal più sobrio understatement alla più smaccata banalità. Mica per niente è adorato dai pubblicitari.
Provate a chiudere gli occhi e a immaginare una voce calda e suadente che vi invita a immaginare sensazioni mai provate finora, tipo libertà, potenza, indipendenza, calore, benessere, equilibrio... Quanti spot di automibili-bagnischiuma-vacanze-superalcolici vi sono venuti in mente?
"Ma si immagini, è stato un piacere" - molto educato, ma poco credibile se digrignato a denti stretti dal commesso di un negozio di scarpe che ne ha appena fatte provare trentadue paia a un insopportabile simildandy ex-concorrente di un reality-show che, sorry, ma proprio non è riuscito a trovare niente che fosse alla sua altezza.
"Non immagineresti mai chi ho incontrato! E che cosa mi ha detto!" - e tutti sappiamo già per filo e per segno chi, cosa, come, dove e quando.
"Nessuno può immaginare quello che ho provato": e perché, di grazia? hai firmato l’esclusiva dei sentimenti? credi di avercelo solo tu, e d’oro, e infranto? (il cuore, sto parlando del cuore).
"Non avrei mai immaginato di": attenzione, le parole che vengono dopo questa premessa possono essere totalmente false, ipocrite e noiose, ma anche assolutamente vere, preziosamente sincere.
E se si sta ragionando d’amore, allora è proprio difficile dare giudizi e consigli. Perché se la frase successiva è “raggiungere ripetutamente un’estasi tanto intensa e inebriante”, o "incontrare la mia anima gemella in un sito porno", oppure "scoprire che ti scaccoli senza ritegno mentre leggi i miei Dylan Dog", be’, forse si può finirla lì, subito, senza eccessivo rischio di errori o rimpianti.
Ma se invece la dichiarazione per intero diventa: "Non avrei mai immaginato di innamorarmi senza riserve, e con tutto questo entusiasmo, e tu sei una persona fantastica, e voglio vivere con te per il resto dei miei giorni o almeno fino alla fine del quadrimestre", be', onestamente non saprei cosa consigliarvi. O forse sì: provateci.

Credeteci. Può essere la volta buona, no? Ve lo auguro. Lo spero. E me lo posso immaginare benissimo.

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