I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Kansas City, Missouri

di Mario Maffi su Smemoranda 1999 - Va' a quel paese

Se vi piacciono i crocevia - quei luoghi in cui si può guardare da una parte e dall'altra, ma anche da un tempo all'altro -, allora andate a Kansas City, che sta alla confluenza del fiume Kansas e del fiume Missouri, tra lo stato del Missouri e quello del Kansas (ma la Kansas City che davvero interessa è quella nel Missouri: insomma, è un po' un pasticcio, come tutti i crocevia che si rispettino). Ve ne state lì, a Kansas City, Missouri, a unangolo qualunque di downtown, tra quegli imponenti edifici dell'800 (massiccima non anonimi, anche se tanti adesso sono vuoti e abbandonati, perchéla downtown degli affari s'è come rattrappita: in uno di questi dovevaanche esserci la sede del giornale Kansas City Star, dove il giovane Hemingwaytrovò il suo primo lavoro), e davvero vi sembra di veder passarei secoli.
Ecco per esempio Lewis e Clark, i due grandi esploratori, mentre scrutanola confluenza dei due fiumi cercando d'immaginare dove va a buttarsi ilMissouri: se direttamente nel "grande padre delle acque", il MississippiEd ecco i cavalli degli scout e i carri dei coloni che imboccano il SantaFe Trail che va verso il New Mexico (e forse riuscite anche a scorgere KitCarson che li guida): un'epopea che in molti pagarono con il sangue - gliindiani americani, gli stessi coloni, gli indios messicoamericani E quellanube di polvere densa e ondeggiante? Le mandrie che dal sud e dal sud-ovestvengono su, impolverate e accaldate, verso il nord, verso Chicago, "macellatriceper il mondo intero", come cantava - più o meno - il poeta CarlSandburg: si fermeranno qui, quelle mandrie, per essere caricate sui vagoni-bestiame,a due passi da voi, nei Bottoms, quell'enorme città nella cittàsubito oltre il fiume Missouri - la vedete così bene, di qui, l'intricodi binari, gli sconfinati recinti, gli alti edifici e magazzini, vi pardi sentire anche il coro dei muggiti e il lungo sibilo del treno in arrivo- uno snodo ferroviario centrale per l'America d'un secolo intero, ora unacittà-fantasma, e circolarci, anche di giorno, fa venire un po' ibrividi (ci tengono le feste di Halloween, in alcuni di quei magazzini!).E quegli spari Jesse James, già, che nel 1866, a Liberty (soli 16chilometri di qui) effettuò la prima rapina in banca alla luce delsole, e quella banca è ora il Jesse James Bank Museum!
Infine, quello splendido albergo dove state (dove vi consiglio di stare),l'Hotel Savoy, dove scendevano tutti i commercianti di bovini - il lungoaffresco dipinto sulle quattro pareti della sala da pranzo, dove si mangiadivinamente (ricordate Paul Newman in Mr. and Mrs. Bridge?), racconta tuttal'epopea del West una volta, ci scese anche Houdini, il mago che sapevasciogliersi da qualunque nodo, liberarsi da qualunque trappola (ma qui,al Savoy, un buontempone lo chiuse in una cabina telefonica, e furon dolorie umiliazioni, per il grande Houdini!).
Poi, dopo aver assaggiato un barbecue sopraffino da Arthur Bryant's, illocale piccolo e disadorno che è il più celebre del Midwestper la carne alla brace con una montagna di patate fritte e una salsa piccanteche è la (misteriosa) specialità della casa, naturalmentegirate per il resto della città, e scoprite che è ancora unadelle più segregate d'America. E comunque il jazz vi avvolge da tuttele parti, perché è di qui - anche di qui - che prese a risuonare(Count Basie, Duke Ellington, Charlie Parker, tanto per dire tre nomi):andatelo a sentire, con qualche cautela, alla Mutual Musicians Foundation,intorno all'una e trenta di notte; o, se volete qualcosa di più quieto,al Birdland.
Quanto al resto della città, oltre midtown che sembra una terra desolatadi edifici vuoti e negozi sbarrati, non è così piena di vibrazionicome downtown (ma sulle pareti della stazione inattiva ci sono ancora isegni delle pallottole di un celebre scontro a fuoco negli anni del Proibizionismo:a Kansas City, l'alcol scorreva a fiumi, grazie al sindaco Pendergast),non è così interessante come downtown. Eppure, anche qui intornoi crocevia non mancano, reali o simbolici, e sta a voi trovarli. Per esempio,invece delle mandrie che vengono dal sud, lungo il Southern Boulevard chepoi diventa la Highway 35 oggi c'è il flusso continuo della manodopera,clandestina e non, ma sempre a buon mercato, che viene dagli stati del sud-oveste, di lì, dal Messico: i chicanos, le "schiene bagnate"di chi guada di nascosto il Rio Grande per arrivare nell'Eldorado Insomma,dovete venire qui, a Kansas City, Missouri, se volete capire un poco dell'America: di ieri e di oggi. Vi aspetto all'Hotel Savoy, nella sala da pranzo affrescata. Se mi dite, posso cominciare a ordinare.

Advertisement