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Scusi... Bastardo?

di Massimo Cirri - Sergio Ferrentino su Smemoranda 1999 - Va' a quel paese

Eccolo qua un paese dove bisogna assolutamente andare. Andarci come testimonianza di solidarietà, ma soprattutto per ricordarsi che c'è sempre la possibilità di un riscatto. Anche per chi è stato schiacciato non dalla storia, dal mancato sviluppo, dall'isolamento in provincia, dall'essere terra di confino o di villaggi vacanza. Qui stiamo parlando di un paese che deve portare il peso di un nome, il suo. E ci sono nomi che possono schiacciare come le montagne. Il nostro paese ha nome Bastardo. Fa 1.800 abitanti, comune di Giano dell'Umbria, provincia di Perugia, regione Umbria come i più svelti avranno già intuito. Per arrivarci, venendo dall'autostrada del Sole uscite al casello Val di Chianti, se venite da nord, a Orte se venite da sud. Poi chiedete informazioni. È anche l'occasione per sperimentare direttamente sulla propria pelle il peso dei nomi. Domandate al casellante:"Scusi, che strada prendo per arrivare al paese che si chiama Bastardo?" Fatelo articolando bene le parole, perché la risposta può essere molto diversa se con eccessiva disinvoltura abbassate il finestrinoe buttate lì un semplice "Scusi Bastardo?".
Superato questo mettetevi nei panni dei tifosi della squadra di calcio quando devono affrontare una trasferta difficile. Che striscione immaginate possa far sventolare la simpatica tifoseria avversaria? "Welcome Bastards"?Oppure pensate al solito, trito rituale di frasi fatte che bisogna mandar giù sotto il militare, quando si fa conoscenza tra compagni di camerata e ci si chiede: "Tu di dove sei?"
Però a Bastardo non manca niente. C'è la Banca Popolare (Sportello Bastardo), la Cassa di Risparmio, l'Istituto Professionale per il Commercio, la Zona industriale e la Zona Artigianale, la Via dell'Agricoltura e la Via dell'Arte. Bastardo ha la sua bella piazza del Mercato, due alberghie il ristorante Paradiso, specialità strangozzi ai funghi di bosco e filetto tartufato in crosta. Non manca niente per un gesto alla grande, una sferzata d'orgoglio visibile già dal cartello stradale all'ingresso del paese: "Bastardo capitale nazionale del Melting Pot". In una società che va inesorabilmente verso la mescolanza di culture, razze, DNA e cucine, Bastardo più che un nome è una garanzia.
Forse non è il caso di cominciare con "Bastardo Vendemoda", gli stilisti milanesi sono permalosetti e già ce l'hanno con Firenze che gli avrebbe soffiato il prestigio e le sfilate. Ma Dolce & Gabbana, a una manifestazione così, potrebbero mancare? Di sicuro farebbe faville "Bastardo cane", grande mostra canina nazionale che sene frega di razze e pedigree. E se Luigi Veronelli e Gualtiero Marchesi, grandi della cucina italiana, calassero qui per lanciare la Bastard cuisine, scuola di contaminazioni gastronomiche? Un menu con pizzoccheri valtellinesi serviti con fave e fichi a fare da entrée al piatto forte: cassata,polenta e osei. Per finire un caffè alla valdostana con la menta e poi la serata prosegue con Bastardo rock, rassegna planetaria delle contaminazioni musicali. Più raffinato del Festival dei due Mondi di Spoleto, più truzzo del Festival di Sanremo: in una notte d'estate, sulle dolci colline dell'Umbria, i Tenores di Bitti cantano in pugliese con Ligabue. 
Voi ve lo perdereste?

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