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Metamorfosi nel paese de "El Presidente"

di Modena City Ramblers su Smemoranda 2006 - Immagina che...

"El Presidente" del Libero Regno di Tricolandia, Bulboni, si svegliò, di buonora come tutte le mattine, trasformato in una Phaneroptera nana.
Quattro paia di piccole e sottili ali gli erano spuntate sul dorso e all’altezza del tergide addominale un grosso ovodepositore faceva capolino fra ciuffetti di peli verdi. Con un impacciato svolazzo cercò di arrivare allo specchio appeso alla parete. Fu un po’ come tornare a imparare a camminare. Dopo alcuni goffi tentativi, atterrò sulla cornice e si guardò riflesso: rimase attonito. Passarono cinque lunghi minuti. Fu allora che percepì una vibrazione.

Era il telefono.
Con un balzo già più sicuro - che non si insinui che "El Presidente"non possieda capacità di adattamento – attivò con le zampette anteriori il viva voce. Dalla frequenza del fischio che usciva dall’apparecchio realizzò che si trattava di Della Nutria, suo socio e Ministro degli Affari Privati di Tricolandia. Era manifestamente scosso.
"Cosa c’è?"
Un sibilo ultrasonico attraversò il filo. Il Ministro si era ritrovato anch’egli trasformato, e per giunta in uno Phthirus simplex: "Siamo tutti alati e uncinati. Nessuno capisce come sia potuto accadere. Sicuramente c’è lo zampino, per non dire il pungiglione, dei comunisti!
Dobbiamo correre ai ripari. Quella legge che abroga il divieto di produrre DDT deve essere fermata subito”, rispose Della Nutria.
Ora anche una semplice donna delle pulizie diventava una minaccia gravissima all’incolumità del Presidente e alla stabilità del suo Governo.
"Al momento ci sono cose molto più importanti a cui pensare… caro Marcello… Sì certo, anche quella legge, ma l’anno prossimo ci saranno le elezioni. Chi mai voterebbe una cavalletta?" rispose secco Bulboni.
Della Nutria tentò di scattare sull’attenti, ma non muoveva ancora bene gli uncini e scivolò dal pelo a cui era riuscito ad aggrapparsi. Si trovò sdraiato ventre a terra su una salvietta beige. Cominciò a pensare fosse un sogno. O un incubo.

Il Ministro delle Comunicazioni ed Esternazioni, Acarri, stava imparando a ruotare le due spropositate antenne delle quali la metamorfosi gli aveva fatto dono. Era sinceramente meravigliato della sua nuova condizione, e anche un po' euforico.
"D’ora in avanti nessuna trasmissione radio-televisiva al mondo potrà sfuggirmi! Controllerò tutto direttamente… e mi sentiranno, eh se mi sentiranno!"
Il rantolo acuto del Presidente Bulboni, ronzante alla finestra dello studio del Ministero, lo strappò improvvisamente alle sue nuove fantasie imenottere.
“Acarri, dobbiamo al più presto organizzare una conferenza stampa a reti unificate, sia sulle televisioni private sia sulle nostre.

Con Della Nutria si è già concordato una linea comune su questa faccenda delle metamorfosi. Per rassicurare inizialmente l’opinione pubblica si annuncerà un periodo di mutazione per rilanciare l’immagine di Governo in vista delle elezioni.
La premessa è che, seguendo le indicazioni del nostro confidente spirituale Budget Bozzolo, ci siamo affidati alle sapienti cure del dottor Crisalidi per una grande campagna di lifting politico e marketing estetico.” "Ma Presidente, scusi… non vedo tutta questa fretta nel dover…"
"Acarri, per carità, non pensare… muovi quelle tue ridicole appendici e contatta subito i responsabili di rete e il Comitato dei Garanti. Entro un’ora dobbiamo andare in onda, prima che Arditi, Fràssino e gli altri dell’opposizione vengano a conoscenza degli eventi."

Alla bozzofila dei Tre Olmi il televisore era perennemente sintonizzato sul canale che diffondeva no-stop Nel nido di vespa.
I capi della ConfusUnione, l’ampia alleanza di Alternativa Politica - come si erano in maniera elaborata definiti qualche tempo prima - stavano giocandosi a tressette le poltrone in caso di vittoria alle elezioni. Arditi quasì sputò il bolo di piadina alla rucola alla visione dell’edizione straordinaria che interruppe le trasmissioni.
Sul video apparve il volto appuntito e rassicurante di "El Presidente".
Un sorriso smeraldo si distendeva dagli ipertrofici palpi labiali del rinnovato Bulboni. Il suo discorso fu semplicemente grandioso e terminò con la più memorabile delle promesse: "Due paia d’ali per tutti!"
I leader della ConfusUnione si guardarono tristemente l’un l’altro dritto negli ocelli, di sopra le carte… Ancora una volta si intuiva la futura sconfitta… come avrebbero mai potuto replicare al progetto di Governo? Nello stesso istante, nella maggioranza delle case di Tricolandia, milioni di cittadini, futura maggioranza strisciante, frinirono di plauso e godimento alla prospettiva di una tale stupenda, mirabolante metamorfosi collettiva.

Quella notte, "El Presidente" si addormentò tranquillo. Non era certo la prima metamorfosi che aveva promesso. Tutto questo era già più volte accaduto in passato.

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