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Panna

di Paolo Migone su Smemoranda 2006 - Immagina che...

Rimini, primi di febbraio.
Ero al semaforo con la mia Panda bianca. Non era ancora scattato il verde che mio figlio Bernardo, quattro anni, si avventa sulla cloche e mette la prima... "Ti ho fatto un schercio" (come dice lui) "Uno scherzo?!!"
In un secondo balziamo nel mezzo dell’incrocio. Da destra, a velocità sostenuta, sopraggiunge, sugli 80 km orari, un’autocisterna con rimorchio che ci vede solo all’ultimo, ci è addosso, AIUUUTO!
Abbraccio il bimbo e chiudo gli occhi come credo abbia fatto anche l’autista del camion, che invece riesce miracolosamente a sterzare, e ci evita per un soffio... sì, per un soffio ma ci evita.

Il TIR non riesce più a tenere la strada e si abbatte su un fianco e tra mille scintille, sfregando sul selciato, finalmente si ferma. Ma non si ferma il rimorchio, che si stacca da solo dalla motrice, e decide di proseguire la corsa... una corsa senza capo né coda... o meglio, senza capo e solo coda!
La cisterna conteneva (lo venni a sapere solo dopo dall’articolo sul giornale) più di 18.000 litri di latte fresco. Questo voleva dire che stavano sfrecciando sulla strada, per altro in discesa e senza nessuna forma pensante alla guida, una cosa come 9.000 litri di latte.
Subito venne allertato un elicottero dei CARAIBINNIERI (come lo scrivono loro sui verbali) che si alzò in volo e si mise sulle tracce dell’incidente. Nel frattempo, a pochi chilometri da lì, sulla spiaggia, un bambino correva sulla battigia, rincorso soltanto dal suo bellissimo aquilone (e questo cosa c’entra?).

Ma torniamo alla nostra cisterna, che alla prima curva - che non tardò a venire - non fece discorsi: prese la curva per un rettilineo e imbucò un vialetto non vi dico a quale velocità... Era il vialetto di una Villa sul Mare (Chiusa Perché era Inverno).
I giovani cipressi piantati da poco ai bordi dello sterrato, all’arrivo del veicolo impazzito, volarono via come birilli, e quel delirio di latte ad alta velocità, abbattuto il cancello in ferro battuto, andò a schiantarsi giusto giusto dentro la piscina (Vuota Perché era Inverno).

Lì successe l’incredibile: centinaia di litri di latte freddo (Freddo Perché era Inverno) si andarono a riversare dentro la vasca.
Intanto un elicottero avvistò il rimorchio dentro la piscina, proprio mentre le pale del velivolo cominciavano pericolosamente a imbrogliarsi col lungo filo dell’aquilone del bambino che giocava a poche centinaia di metri da lì.
Fu un lampo. L’elicottero, ingarbugliato come una libellula nella rete, cominciò a perdere quota e precipitò come una pera cotta giusto giusto dentro la piscina... da non crederci! Un tonfo micidiale... il velivolo galleggiava incredulo, si inclinò su un fianco e cominciò a imbarcare latte. Ma le sue pale continuavano a vorticare come impazzite, passò soltanto un quarto d’ora e più di quattro quintali di panna montava maestosa sotto il frullare minaccioso delle pale dell’elicottero.

E così, dalla piscina, una montagna di candida panna prese la via del centro. Certo, da quelle parti una collina così alta non l’avevano mai vista!
La Protezione Civile fu allertata, ma non seppe come reagire a quell’insolito attacco e improvvisò in poco più di un’ora una barriera, un lungo muro fatto unicamente da enormi fragoloni e ombrellini giganti di carta. Niente da fare, la lava pannata, lenta ma inesorabile, valicò l’ostacolo e puntò le case.
Allora i Riminesi, quelli con l’istinto diciamo più imprenditoriale, non si lasciarono scappare l’occasione: con tutto quello che gli poteva capitare sotto mano, tavole, letti, reti metalliche, sdraio, pannelli pubblicitari, riuscirono a deviare quell’immenso fiume di panna dentro le gelaterie più rinomate del paese, la divisero in lotti e la vendettero sui gelati ai tedeschi per mesi, praticamente per tutta l’estate.
L’anno seguente, d’inverno, il guardiano della villa, un riminese di settima generazione, fu visto mettere interi sacchi di patate non più in cantina, ma dentro la ormai famosa piscina vuota.

Alla domanda "Perché lo sta facendo?" la risposta fu breve ed esauriente: "Perché, se tante volte ricapitasse la cisterna del latte, quest’anno ci piacerebbe diversificare l’offerta e presentarci al cliente tedesco con un prodotto diverso, magari anche più vicino al suo gusto... un mare di puré!"

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