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Stop

di Piero Pelù su Smemoranda 2006 - Immagina che...

Che bello essere invitato a una festa, bello essere invitato a un concerto, meraviglioso essere invitato a cena da te, ma incredibile essere invitato a immaginare per altre persone... "No, scusa è per te stesso".
Ah, confondo il mio pensiero con un interesse solo ipotetico degli altri.
Male dei miei giorni così pieni di arroganza, e io non scampo al trabocchetto, anzi ci casco in pieno e mi ritrovo in una grande città al tramonto d’estate col mare davanti, al Sud, nel mio amato Sud dove spesso il tempo s’è fermato (o almeno così preferisco immaginare).

Tramonto…ecco… caldo, rosso, il mare cambia colore da azzurro a rame, bronzo, ora è terra ora diventa scuro… e là in fondo delle isole in mezzo al mare, montagne… ma una fuma… i vulcani dei Ciclopi, il Barone di Munchausen. Stringo un cesto di capelli neri, ci annego, li odoro san di sale e di buono, in quest’estatica estasi estiva si sta studiando di stanare uno stuzzichino STOP. Stai calmo bello. STOP. STOP ma c’ho fame.

Sarà il salino, saranno i succhi, sarà l’attesa ma io c’ho fame e dopo sarà quel che sarà. Non pretendo una scalinata per il cielo ma nemmeno un ascensore per l’inferno mannaia a Santu Roccu da Gioiosa.
Il posto non c’è, c’era era lì, sì ma non c’è ora, entra lì _STOP_ C’è posto, c’è cibo, c’è un matrimonio… addio… telecamere e flash come nemmeno a una finale, ma forse è una finale… e poi bambini, belli i bambini, gioia della vita, le nostre speranze per il futuro, il nostro futuro in miniatura, e noi il loro passato come colossi d’argilla, sempre pronti a rompergli i ciglioni con regole che siamo i primi a non rispettare.

Poveri bambini, sì sfogatevi, siate invadenti, casinisti, già arroganti e insaziabili a 8 anni così poi il conto glielo presentate meglio ai vostri vecchi. Sto sotto il palchetto e viene annunciato il gruppo della serata "Dopo tournée in tutto il mondo e oltre… finalmente tornati a casa, per voi dopo più di 30 anni i Gimmi e i suoi ragazzi!!!"
Vorrei non esser mai partito, vorrei non aver fatto tutto quello che ho fatto, vorrei non esser qui, vorrei non essere, punto.

Passo a ritirare il mio embrione STOP Invece no.
Si spengono le luci, si accendono le candele, la baraonda continua inesorabile anche se una certa magia è subentrata con i neon spenti… Il gruppo è strano o meglio non lo sarebbe in un contesto spazio-temporale completamente diverso, ma qui ora vivo un’allucinazione. È la fame, è il vino, lo stomaco, al Sud tutto si fa doppio.

E poi parte la pioggia…
"Riders on the storms, cavalieri nella tempesta, nati in questa casa, scagliati in questo mondo come un cane senza un osso, o attori senza scrittura... Ragazza ama il tuo uomo, prendilo per mano fagli capire che il mondo dipende da voi..."

(da Riders on the storms - The Doors)

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