I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

Vorrei avere un cattivo pensiero

di Aldo, Giovanni e Giacomo su Smemoranda 1998 - Cattivi pensieri

Una delle prove piùardue dell'esistenzaè sapersi negare.
E non tanto nel senso di sottrarsi alla possibilità di commettereun delitto, intascare una tangente o peggio ancora partecipare allegramentead uno stupro. Voglio dire che per me a volte è difficile, per nondire impossibile, dire semplicemente no ad una richiesta banale tipo: “Scusime la offre una sigaretta?”. “Sì volentieri” rispondoaffabile e premuroso fuori, dentro invece sono incazzatissimo con me stesso,e ne ho tutte le ragioni: la sigaretta era l'ultima, sono le 2 di notte,i tabaccai ormai sono chiusi ed io ho ancora tanta voglia di fumare.
E chi non ha una coppia di conoscenti noiosissimi con cui non vorrebbe maipassare una sera a cena? Basterebbe declinare l'invito. E invece io mi presentoimmancabilmente una volta alla settimana a casa loro con un libro per lei,un CD per lui e un tronchetto della felicità per la casa.
Ci sono dei giorni in cui il nemico ti assale da ogni lato: la zingara alparco che ti vuole leggere la mano e te la legge, i testimoni di Geova acui offro il caffè e biscotti alle 8 del mattino, i venditori dienciclopedie e aspirapolvere, i dianetici. A nessuno so dire di no.
Se discuti sei fregato; io sono contemporaneamente socio del WWF e membroonorario del Club “Bastonate alla volpe e sterminio della foca monaca”.
Un semplice sì può mutare radicalmente la vita se non èben ponderato: il matrimonio, la droga, se me lo avessero chiesto non sonodrogato solo perché si sono dimenticati di chiedermelo.
A volte mi sento così debole che pur di non contraddirli avrei potutoentrare nella Gladio (sfortunatamente sono anche in possesso di un regolarediploma di elettricista).
Di questi tempi Milano ad ogni semaforo si presenta puntuale l'occasioneper il riscatto: ogni extracomunitario che si dirige baldanzoso verso ilmio parabrezza mi offre la possibilità di sentirmi fiero di me stesso.Basterebbe muovere la testa in senso orizzontale prima a destra poi a sinistra,piùvolte. Ma non ci riesco. Riparto invidiando l'automobilista chemi sta di fianco, il quale non si è mosso di un millimetro, ha guardatofisso negli occhi l'uomo di colore e questi dopo un secondo ha abbassatoil braccio come ipnotizzato. Non mi resta che preparare la moneta per ilprossimo semaforo.
Qualche tempo fa Aldo mi ha chiesto se potevo ospitarlo a casa mia, finoa quando non avessero terminato di ristrutturare il suo appartamento, nonpiùdi qualche mese ha raggiunto lui rassicurandomi.
Per carità Aldo non è un cattivo ragazzo, è come direun tipo un po' fuori dal comune, uno che in definitiva ama le cose esagerate,così, per divertirsi. Io credo che pochi al mondo abbiano cercatodi replicare dal vivo la scena dello schiaffo che c'è nel film Amicimiei: Aldo lo ha fatto, solo che il treno era in arrivo: gli han fatto unafaccia grossa così.
Oppure quella volta che si è presentato alle 7 del mattino a casamia e mi ha detto “Dai andiamo a fare un giro con la mia macchina nuova”.
Inutile dire che la macchina era un'Alfa Romeo tamarrata, gomme larghe,volantino minuscolo ma massiccio, una sequoia al posto della leva del cambio,un juke-box al posto dell'autoradio. pronti via vediamo comparire una palettadei carabinieri. l'appuntato scende, si dirige verso Aldo e guardandolonegli occhi esclama: “Sig. Aldo non ha visto che ha i pneumatici consumati?”.E Aldo che ama fare lo spiritoso ha risposto “Sì in effettipensavo di rientrare ai box al prossimo giro!”. Il carabiniere gliha fatto una faccia così.
Dopo trenta giorni di convivenza forzata con Aldo la mia salute mentaleè in pericolo: suona il sax a volumi impressionanti, ascolta lo stereonel cuore incurante del sonno mio e dei vicini e se gli viene di parlarmiverso le 4 del mattino lo fa, e se per caso non siamo d'accordo alza lavoce, anzi urla alle 4 del mattino. Lui dorme di giorno e quando cala l'oscuritàsi ringalluzzisce. Il mio sistema di conscio, inconscio, Super-Io e nevrosiconnesse ha un sussulto quando, sempre di notte, rientra portandomi in casaragazze chiassose e di dubbia moralità, senza per altro invitarmia bere con loro. E poi non svuota i portacenere, non lava le pentole, noncambia il rotolo della carta igienica. L'altra notte si è svegliatodi soprassalto e mi ha detto “Voglio fare dei buchi nel muro con iltrapano per appenderci le casse dello stereo!”
Erano le 3 di notte terrorizzato avrei voluto urlare noooooooooooo! Ma hoavuto paura di svegliare i vicini.

Advertisement