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oggi voglio

La multa

di Dario Vergassola su Smemoranda 1998 - Cattivi pensieri

Torno alla macchina parcheggiata con disco orarioscaduto, mentre un vigile urbano sta finendo di scrivere una multa e laappiccica proprio sotto il mio tergicristallo. E' un attimo, e un pensieromi attraversa la testa: 73 milioni di scuse mi vengono in mente per convincereil “sicario del sindaco” a togliermi la multa. Riaffiora tuttal'esperienza di quando arrivavo in ritardo a scuola e raccontavo balle pazzeschealla professoressa d'inglese, tipo: “Mio padre è psicopatico,è convinto di essere un partigiano e ogni tanto, quando scappa dall'ospedale,mi tocca portargli da mangiare insieme a quelli del Centro d'Igiene Mentalesul Passo della Cisa, consegnandogli dei bigliettini con i messaggi cifratidi mia mamma”. Penso che il vigile non creda a questa versione, cosìimmagino di raccontargli che sono arrivato tardi perché ho appenasalvato mia nonna da un killer dell'I.N.P.S. che, per non pagare le pensioni,uccide gli anziani mettendogli il pongo nel catetere. Forse anche questanon è una bell'idea e allora mi passano in testa pensieri piùcattivi, prendo l'iniziativa e comincio ad urlare: “Brutto pizzardone,passi il tempo a fare le multe a me, che pago le tasse, non mi drogo e sonoanche dell'Ulivo, mentre i marciapiedi sono pieni di merde di cani, i teppistigirano in tre sul motorino, la mafia abbandona scorie radioattive nei cassonettidell'immondizia e orde di pedofili camminano sui prati dei giardini calpestandole aiuole che è proibito. Cazzo!”
Forse è troppo, o forse troppo poco.
Allora come in un film di Tarantino tiro fuori la pistola dalla giacca,e, rotolando rigorosamente sulle strisce, sparo. Colpisco due piccioni,un bambino in bicicletta, faccio saltare le vetrate di un bar, colpiscoun camion carico di gas nervino che esplode spazzando via tre quartieriquando, finalmente, nel mirino appare il vigile.
Premo il grilletto e quella testa di cazzo esplode facendo saltare via ilcasco a 80 m.
Record del mondo. Mi alzo e, mentre la gente mi acclama e fa la ola, presoda un istinto poetico rigo con una chiave il pulmino dei vigili scrivendoci“W la topa”. Torno in me e vedo il vigile che se ne va lasciandola multa sul cruscotto. Mi scoccia chiedergli se me la leva. Ma in quelmomento, finalmente, arriva il pensiero giusto: “Fammi pure la multa,tanto la macchina è di mia suocera, così quando arriva a casala paga lei”.

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