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oggi voglio

Come due baccelli in un pisello

di Enzo Gentile su Smemoranda 1998 - Cattivi pensieri

Scusate per l'interruzione: capita che stai sognandoe ti sveglia il trapano del vicino, o la disco-music vomitata dal suo stereo,che poi è la stessa cosa.
Arrivano all'improvviso, come un raffreddore, una lettera indesiderata,come una brutta canzone dalla sintonia di una radio sbagliata, come lo smarrimentoper aver perso l'aereo o la tua hostess preferita: quella di cui hai sbirciatola targhetta, con la elle puntata (L.), per indovinarne il vero nome. Arrivanoe ti piombano addosso come una pioggia acida, come la fidanzata che ha fattotabula rasa, un bombardamento al napalm del tuo (suo) passato e ti trattada vuoto a perdere.
Ti si appiccicano e ti maltrattano alla stregua di un virus: come quelloche ti ha impantanato il computer, ti ha sgonfiato il bel pallone di cuoio,ti ha mandato in tilt il lettore cd, ti ha cancellato i messaggi della segreteriatelefonica, ti ha fatto accendere la tv nel bel mezzo di uno special suValeria Marini, di un'intervista a Toto Cutugno, di un Festivalbar con Raf,Gerry Scotti e Laura Pausini.
Sono i cattivi pensieri, che ti sprofondano in un incubo permanente e tifanno sentire come il Dustin Hoffman di Cane di paglia, film di follia devastante,rigeneratrice, totale. Cattivi pensieri sono il caos umano e spirituale,morale e culturale che domina il pianeta, ma anche quelli che paralizzanoun vecchio cuore rossonero, quando realizza che Rivera e Van Basten nongiocano più, mentre Sacchi continua ad allenare. I migliori se nevanno sempre, regolarmente.
Sono cattivi pensieri quelli che ti ronzano per la testa quando il telefonosuona troppo spesso, ma non chiama mai chi vorresti tu. Peggiorano se pensiche Jimi Hendrix e Bob Marley non suonano più mentre i Poohe Amedeo Minghi forse non smetteranno mai e al Festival di Sanremocontinuano i sacrifici umani, ragazzi che giocano tutto in tre minuti, ebravo chi li ricorda il giorno dopo: e che dolore se immagino un concertodi Neil Young senza bis, un disco di Tom Waits non restituito, un KeithJarrett in vinile che frigge, per i segni dell'usura, consumato dal tempo.
Ho dei cattivi pensieri verso l'ingiustizia insopportabile di una bellastoria che finisce, di una passione che si dissolve, la trascuratezza deisentimenti, la fulminante miseria, gli egoismi che proliferano intorno anoi.
I cattivi pensieri circolano liberi, offerti da tanti pessimi maestri ditrasgressione e cinismo allo stato brado, tra dischi che costano una fortuna,spettacoli di plastica, veleni e stupidità, brutte vibrazioni: epochi, troppo pochi, che “pensano positivo”. Con le radio infestateda dj, da classifiche, da pubblicità, da musica tecno che ci fa rimpiangereil silenzio. Ma i cattivi pensieri sono anche un fuoco di purificazione,l'antidoto alla perfidia sempre in agguato: di chi naviga in Internet, sguazzanella realtà virtuale, comunica con la Nuova Zelanda e poi sa cavareun ringhio per il lavavetri sotto casa. Cattivi pensieri che non riescoa digerire sono quando vincono il calcolo e l'ipocrisia di “chi stasempre con la ragione e mai col torto” (grazie di cuore a quelli cheindovinano chi scriveva e cantava così nei Sessanta); quando la tvsa soltanto inondarci di sorrisi e canzoni al sapore d'aria fritta; quandol'ignoranza e la protervia di alcuni risultano la legge per molti; quandola disinformazione diventa pane quotidiano (nel senso di giornali, lasciatelodire a chi se ne intende).
Per scacciarli poche terapie e molta musica: come quella che vorrei vedereun giorno insegnata e diffusa nelle scuole, un segno di pace, di amore,una specie di inno per vivere meglio. Per esempio The Joshua Tree, degliU2, uno dei dischi della nostra storia, con una ballata sopra a tutte, Istill haven't found what I'm looking for, che recita piùo meno così:“Ho parlato la lingua degli angeli, ho stretto la mano di un demonecredo al Regno dei Cieli, quel giorno i colori saranno uno solo ma non hoancora trovato quello che sto cercando.”

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