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oggi voglio

Ala destra

di Gene Gnocchi su Smemoranda 1998 - Cattivi pensieri

Pochi lo sanno, perché è una cosache finora si è cercato di circoscrivere a brevi frasi dette trai denti e ad occhiate furtive, ma c'è stata una cosa molto piùdeleteria dell'ascesa di Berlusconi in politica ed è stata l'ascesadi Michele Mozzati nel calcio. Voi sapete che Smemoranda ha una piccolasquadra e purtroppo ormai è sufficiente essere Michele di Gino &Michele per poter accedere ad una divisa da gioco e calcare il rettangolo.In passato per poter giocare a calcio era necessario saper colpire il pallonecon il piede, avere cognizione di quello che si stava facendo e la consapevolezzache assieme a te altri dieci compagni perseguivano lo stesso obiettivo.Oggi non è piùcosì. La squadra di Smemoranda accogliechiunque. Un cabarettista perché aveva la nonna che sapeva la formazionedell'Inter del '63 - '64, un attore di teatro perché durante unaconversazione si è lasciato scappare che Suarez faceva i lanci diquaranta metri, mai di quarantuno. Nella squadra di Smemoranda c'èanche uno stopper che ha sbagliato un tiro al volo e come giustificazioneha detto che il pallone gli era rimbalzato male. Nella squadra di Smemorandaha giocato anche Nilde Jotti perché era di sinistra e una volta inun triangolare il nonno di Cossutta perché era ancora piùa sinistra. Ma sono state tutte apparizioni sporadiche. Ci si rideva sopra.Con Michele Mozzati no. Non si può. Non si può più.Abbiamo sopportato il passaggio sbagliato, il colpo di tacco assurdo, lostop dove la palla prosegue per conto suo, il tiro da metà campo,il cross direttamente nelle braccia del portiere e tutte le giustificazioniconseguenti: “è un po' che non gioco, il pallone è troppogonfio, il pallone è troppo sgonfio, non pensavo si giocasse colpallone, sarà stato il vento, ho le scarpe nuove, ho le scarpe vecchie,non ho le scarpe.” 
Adesso io non ne posso piùe, non mi vergogno a dirlo, durante l'ultimapartita che ho giocato con lui ho avuto il pensiero piùcattivo delmondo. Io e Pino avevamo fatto un'azione tutta di prima ben congeniata,e all'ultimo momento proprio per necessità abbiamo giocato il pallonesull'ala, dove c'era lui, Michele. Bastava soltanto controllarlo quel pallonee passarlo al centro dove, in completa solitudine avrei fatto gol. Invecelui se l'è preso, gli ha dato un gran calcio per portarselo sul fondo,l'ha inseguito come una muta di cani insegue la volpe, ma appena prima dellalinea di fondo invece di calciarlo l'ha mancato mentre io aspettavo solosoletto al centro dell'area. Ecco, in quel momento, in quell'istante incui ho visto il pallone perdersi sul fondo, ormai inutilizzabile, in quell'istantein cui l'azione finiva ho desiderato con tutte le mie forze che a MicheleMozzati, dalla tribuna, gli sparassero. E che a farlo fosse uno di Smemoranda,uno intelligente.

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