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Il diario di Anna Franco

di Gianni Mura su Smemoranda 1998 - Cattivi pensieri

3 gennaio
Mangiato l'ultimo pezzo di pastiera. Mamma continua a cucire le camicie,tutte dello stesso colore. Hanno scoperto gli Esposito.
4 gennaio
Ripresa la lettura di Mastro Don Gesualdo. Nessuna notizia di papà,da quando ha dovuto chiudere il negozio. Dopo il bigliettino per Natale,piùnulla. I telefoni sono controllati. Ma tanto qui, dove siamo,non c'è telefono.
6 gennaio
Qui i Brambilla ci trattano bene. Con Mario eravamo compagni di scuola,aveva anche provato a farmi il filo. Non che abbia molta importanza, ormai.Le relazioni miste sono fuori legge.
9 gennaio
Quando tutto è cominciato, sembrava uno scherzo. Via i terroni dallascuola. Gli insegnanti. Poi è toccato agli studenti. Poi a tutti.Da molti giorni non leggiamo i giornali. La signora Brambilla dice che èmeglio, che così stiamo piùtranquille, che è tuttoun gran rebelott.
10 gennaio
La signora Brambilla è vedova. Le camicie le vende all'Esercito diLiberazione. Anche lei deve campare. Ha accettato di nasconderci perchésuo marito era molto amico di papà. Non era obbligata. è unrischio. Anche altre famiglie, qui nella capitale, avevano nascosto deimeridionali e poi li avevano denunciati. Non subito. Quando è statogarantito un forte premio in nordlire ai cittadini che li denunciavano.Il vecchio Efisio Pinna, mentre lo portavano via, s'è messo a cantare“Fratelli di Taglia” e rideva come un matto.
11 gennaio
Mario m'ha detto che anche i Tiratori Celti si sbagliano. Hanno bloccatoun'auto targata Ro credendo fosse di Roma e invece era di un notaio di Rovigoche s'è arrabbiato moltissimo.
12 gennaio
Che prospettiva abbiamo, che futuro ho?
13 gennaio
Ho portato due dozzine di camicie alla signora Brambilla, che stava ascoltandola radio. Canzoni in dialetto, che capisco abbastanza bene. Poi il notiziarioha detto che sta crescendo il numero dei campi di lavoro e rieducazione.La signora Brambilla ha spento la radio.
15 gennaio
Io e mamma stiamo in un solaio con le finestre sbarrate da assi di legno.Faccio ginnastica per non ingrassare, anche se non è che si mangimolto. Domani finalmente è il giorno del bagno. Tutti i venerdìmattina, tanto Mario è a scuola.
16 gennaio
Nella vasca, che sollievo, continuavo a ripetere: tri oeuf cott in sul foeugh.Nessuno che non sia Lombardo riesce a pronunciare bene questa frase. Moltidei nostri li hanno presi così.
18 gennaio
E' salito Mario, mi sembrava spaventato. Aveva un bigliettino di papà,c'era scritto di portar pazienza, di essere prudenti, di tener duro, c'erascritto che stavano organizzando la resistenza sull'Appennino toscano. Mariodice che non possiamo continuare a stare nascoste da loro, dice che luisi sente addosso gli occhi del Capomanipolo, che sospetta qualcosa da quelgiorno che Mario aveva cercato di evitare che fossero bruciati anche i testidelle canzoni di De Gregori. So che Mario ha ragione, ma chi ci aiuta apassare oltre la Linea?
20 gennaio
In città c'è stata una grande manifestazione. Non capiròmai come si sia arrivati a questo punto. All'inizio sembrava una cosa dastadio, chi non salta un italiano è. Sembrava, e tutti facevano battutespiritose. Loro volevano essere liberati. Mai vista gente piùlibera.Loro dicevano che noi rubavamo.
21 gennaio
L'ordinazione di camicie è calata. La retta di mantenimento èaumentata. Mamma s'è tolta la vera, io la catenina d'oro. Voi micapite, ha detto la signora Brambilla. Sì, noi la capiamo. Sembreràstrano, ma la capiamo.
22 gennaio
Il silenzio. Il peso del silenzio. Non ho piùnulla da leggere.
25 gennaio
I rumori. Stanno salendo le scale. Stivali. Picchiano alla porta. Tratteniamoil respiro. La voce è forte e fredda: Carmela e Anna Franco, sappiamoche ci siete. Venite fuori e non vi sarà fatto alcun male. Ma sì,fuori, ce lo diciamo con gli occhi. Sarà stato Mario ad avvertirli?Ancora la voce, forte e cattiva. Fuori, terrone, o sfondiamo tutto. Nonbisogna dargli la soddisfazione di capire quanto siamo spaventate. Scrivol'ultima riga, chiudo il diario e vado ad aprire la porta.

N.d.A.: altro che cattivi pensieri, questi sono bruttissimi sogni. Losappiamo tutti che una cosa così non esiste, non potrà maisuccedere. Dipende da tutti noi. E comunque, se non l'avete già letto,il Diario di Anna Frank è un libro che vi consiglio.

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