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Dell'amore

di Giobbe Covatta su Smemoranda 1998 - Cattivi pensieri

"Amor, ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m'abbandona."
Quante volte ognuno di noi ha usato questa frase e quante volte si è chiesto: che cazzarola significherà e che cosa sto dicendo?
In effetti è molto difficile definire il significato della parola "Amore". Se qualcuno di voi, candide crisalidi, ne conosce il significato, può andare direttamente all'ultima pagina senza passare dal via e ritirare 50.000 lire alla cassa. A tutti gli altri, e sono sicuramente la maggioranza, consiglio di leggere con molta attenzione questo pezzo, in cui cercheremo di capire insieme quali sono gli elementi che costituiscono questo complesso sentimento.
La prima cosa che dovete sapere, miei piccoli estimatori, è che non sempre chi parla di amore lo fa in buona fede. Infatti per la maggior parte degli uomini l'amore rappresenta la più classica delle scuse per arrivare al sesso. Il bello è che le donne da sempre fanno finta di crederci: ed è così che nascono i bambini. La scusa dell'amore è molto applicata nei primi incontri, dove è facile che lui dica: "Non ti chiedo di venire a letto con me, aspetto che nasca primal'amore"; ma la traduzione esatta è: "Ti prego facciamolo, sono disposto anche a darti del denaro". Già vedo alcuni di voi, o cucciolotti, con il viso stupito come a dire: "Ma le bugie non si dicono!" Imparerete presto, poveri ingenuotti, che la bugia è uno degli elementi fondamentali dell'amore, soprattutto per voi maschietti. Quando crescerete, scoprirete infatti che ogni affermazione riguardante la sfera affettiva e sessuale è una bugia.
Un'altra peculiare caratteristica delle bugie è che cambiano in funzione della persona che ascolta. Per esempio: se passa una bella ragazza è facile che un amico vi dica: "Quella me la sono fatta". Lo stesso amico al passaggio della stessa ragazza direbbe alla moglie: "Quella come tipo fisico non è un granché, però è piacevole dissertare con lei di letteratura". In entrambi i casi si tratta di bugie.
Ma se, come avete visto, la bugia è utile per rompere il ghiaccio all'inizio di un rapporto, essa diventa poi strumento indispensabile per la sopravvivenza all'interno di una coppia. Vedo di nuovo alcuni di voi, sbigottiti come a dire: "E perché mai dire bugie alla propria fidanzata?" La risposta, anime semplici, è facile: per difendersi dalla gelosia, il secondo elemento fondamentale dell'amore. Non si può parlare di amore senza parlare di gelosia, anche se un tempo lontano, negli anni Sessanta e Settanta, era in uso una pratica, denominata amore libero, per la quale si faceva finta di essere felici del fatto che la tua fidanzata potesse andare a letto con chi voleva. Il fatto che gli ex sessantottini oggi sono tutti calvi, dimostra che non hanno passato una bella gioventù. E infatti, dopo questa esperienza fallimentare, si è tornati al vecchio tipo di amore, quello per l'appunto dominato dalla gelosia, sentimento cheda sempre rovina il fegato e le suppellettili di casa.
E parlando di gelosia introduciamo il terzo fondamentale elemento dell'amore, ovvero il tradimento: pratica per cui sia al militare che in amore si rischiala fucilazione.
Si può tradire col pensiero o col corpo, ma mentre per gli uomini è importante solo il secondo caso, per le donne hanno lo stesso valore. Sappiate infatti che la vostra lei vi crocifiggerà non solo se latradirete ma anche se penserete di farlo. Quindi, visto che il risultato non cambia, tanto vale!
Colui che tradisce, miei piccoli signori, si chiama infedele; e fin dai tempi più remoti, contro gli infedeli si sono intentate crociate, alcune in Terra Santa ma la maggior parte dentro casa.
Quando il tradimento avviene all'interno di una coppia sposata, si parladi adulterio: un peccato punito gravemente dalla società, ma solo quando si tratta di un'adultera. Da sempre infatti vige una simpatica convenzione per cui quando chi tradisce è il marito, lui è un furbacchione e lei un'ingenua, mentre quando accade il contrario lui è un cornutoe lei una zoccola. Di conseguenza da sempre l'uomo adultero l'ha fatta franca mentre la donna adultera non l'ha mai passata liscia. Naturalmente il tipo di punizione variava a seconda della civiltà: i Babilonesi le affogavano, gli Ebrei le lapidavano, gli Arabi le sgozzavano.
A questo punto voi maschietti potreste fare un bel sospiro di sollievo,pensando di avere davanti a voi un futuro roseo, al riparo da ogni punizioneper i vostri eventuali e probabili tradimenti. Sbagliato! Quello che ancora non vi ho detto, infatti, è che qualsiasi punizione sociale è niente in confronto a quello che una donna può fare al proprio marito in caso di tradimento. E del resto è logico che sia così, perché niente è più terribile per una donna che l'infedeltà dell'uomo amato. In seguito a una tale delusione amorosa può perfino accadere che le donne si chiudano in un convento. Se poi la delusione è particolarmente forte può accadere che si chiudano in un convento di frati.

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