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Io sono un serial killer

di Marco Posani su Smemoranda 1998 - Cattivi pensieri

E' tale e tanta la voglia di scavare nel mio inconscio, che mi sono tuffato in un'attività che al tempo stesso mi piace e mi disgusta quanto il mettermi le giarrettiere: indagare sulla psicologia dei serial killer. Leggo a caso tra i dati che riportano i giornali: il serial killer non ha avuto un'infanzia particolarmente infelice, il 58%è stato costretto dai genitori a rifarsi il letto da solo, il 64%aveva l'obbligo di grattuggiare il formaggio prima di pranzo, mentre il72% è sempre stato mandato a letto dalla mamma senza il bacino della buona notte. Sono dati importanti, ma insufficienti per poterci far capire chi sono questi esseri paragonabili solo a quelli che ti rigano l'auto conle chiavi. Forse bisogna risalire ai genitori, sembra che il 43% dei killer avesse il padre con il vizio di guardare la pagina dei reggiseni di Postal Market. A parte che non è un vizio, ma un sano passatempo, anche se fosse una perversione, questa appartiene al 51% della popolazione maschile,quindi potrebbe farci arrivare alla conclusione che la mancanza di perversione dei padri è la molla ereditaria che spinge all'omicidio. Forse stiamo facendo un po' di confusione, intanto cerchiamo di chiarire cos'è la perversione, la persona più perversa che ho conosciuto era un mio amico che mischiava la Coca Cola con la birra, ma sono pronto a giurare sulla sua innocenza. E' inutile seguire questa pista, perché nonci porta da nessuna parte, il serial killer è una persona normaleche un giorno decide d'uccidere una persona, ci prova gusto e poi ne uccideun'altra che assomiglia alla prima, uno che se si trovasse in mezzo al gruppoparlamentare del Polo farebbe una strage tanto s'assomigliano. Ma anchequesto non c'entra. Vediamo un esempio più reale: Tim Burns, famososerial killer dell'Arkansas ha ucciso solo uomini che gli ricordavano ilsuo macellaio che rubava sul peso della fesa di vitello. Davvero era cosìimportante il trauma subito da far scattare una molla così potente?Allora cosa avrebbe dovuto fare dopo aver saputo che lo stesso macellaionon ha nemmeno mai pagato le tasse?!
Ho passato notti intere a riflettere su queste cose e ogni volta mi dicevo:ma perché sto a riflettere su queste cose, quando potrei essere ingiro a fare qualcosa di molto più divertente?
Invece no, è dovere di tutti capire questo male, che è unodei grandi mali di questo secolo, insieme alla moda del codino e al successodi Stranamore. Cosa c'è dentro di noi a parte hamburger, patatinefritte e altre schifezze che bene non possono aver fatto, cosa c'ènel nostro profondo che ci spinge a comportarci così? Perchéè chiaro che chiunque di noi è un potenziale serial killer.Perché?!
Qualcuno dice di averlo fatto guidato dalla voce di Dio, qualcun altro daquella dei Jalisse, ma nessuno sa dare una risposta razionale che spieghila dinamica dei sentimenti dell'uomo.
Se non capiamo questo scatto mentale non potremo essere sicuri di nessuno,neanche del più buono del mondo, che io credo sia Walter Veltroni.Questo è il motivo per cui i delitti dei serial killer ci lascianopiù ansia degli altri, sapere che anche in noi un giorno potràscatenarsi quella forza malvagia interiore che ci farà varcare lasoglia del bene per entrare in quella del male. Speriamo tanto che quelgiorno non arrivi, perché la mia vera paura è che saràun giorno più divertente degli altri.

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