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di Pietro Banas su Smemoranda 1998 - Cattivi pensieri

Cari amici della Smemoranda,
quando leggerete queste righe io sarò già un residente diGrenada, dove sono emigrato con Patrizia. Grenada è una delle Isoledel Vento nelle Piccole Antille ex-britanniche dalle parti del 12° paralleloa nord dell'equatore, appena sotto la rotta degli uragani. Ha una superficiedi 344 km quadrati, è quindi più grande dell'Elba che ne hauna di 223, e conta circa 110 mila abitanti, al novantanove per cento nerie mulatti perlopiù cattolici. Fu scoperta nel 1493 da CristoforoColombo che la chiamò Concéption, poi per qualche secolo fuoggetto di un fitto palleggio tra colonizzatori francesi e inglesi, unagara tra predatori e assassini.
Il 25 ottobre 1983 l'ex attore ed ex presidente degli Stati Uniti RonaldReagan invase l'isola per motivi elettorali, con la scusa che i grenadinifrequentavano cattive compagnie cubane che avrebbero potuto esercitare un'influenzanociva anche sugli studenti americani iscritti alla St. George's Schoolof Medicine. Alcuni grenadini sono grati per l'intervento Usa, i piùnon perdoneranno mai a Golia la sua arroganza. Oggi Grenada continua a farparte del Commonwealth ma è indipendente, con un primo ministro eun parlamento composto da 15 deputati e 13 senatori.
L'isola è bellissima, la gente non è né servile néostile, con Patrizia e me gli italiani residenti sono diventati quattro,gli altri due sono ristoratori-skipper. Non ci sono quotidiani e non c'èuna tipografia e i tre settimanali locali stampati a Trinidad sono prividi notizie internazionali salvo quelle sportive. Quando vogliamo confermesulla ragionevolezza della nostra scelta di vita ci basta ascoltare Bbce Voice of America, oppure guardare Cnn sulla tivù via cavo, oppureancora collegarci gratuitamente via Internet al giornale satirico La Stampa.
Scrivendo, mi sono accorto che ho qualche problema nel rispettare il temaSmemo di quest'anno: da quando ho lasciato l'Italia, infatti, non ho piùcattivi pensieri. A Milano ne avevo tutti i giorni per sedici-diciotto oreconsecutive, qui non me ne vengono più. Ho però un incubofisso che per fortuna si dissolve con il sole che alle sei del mattino saledalla collina oltre il porto tra le alte palme in controluce e dalla finestraentra diritto nella camera da letto. Il mio incubo, ha stabilito il mioamico psichiatra Bernie, nasce da oltre 35 anni di lavoro e di versamentidi contributi allo Stato e all'Istituto nazionale di previdenza dei giornalistiitaliani, che nella mia angoscia assumono sempre più la fisionomiadi due delle società finanziarie che hanno truffato buona parte dellapopolazione albanese.
Nel mio vaneggiamento notturno, quando le ore sono piccole e cani e gallisi salutano di casa in casa nelle campagne buie, io mi vedo in un angolodi un grande palcoscenico con milioni di altri italiani che negli ultimianni hanno subìto ripetuti rinvii del loro pensionamento senza cheil paese ne abbia tratto alcun giovamento. Siamo sempre di più, stiamosempre più stretti, aspettiamo che qualcuno ci restituisca i nostrisoldi. Entrano in scena caricature di uomini politici, di trafficanti didenaro e di pandit moralisti noiosi e saccenti. Tra le molte comparse siriconoscono prodi e berlusconi, d'alema e fini, ciampi e fazio, bossi edini, treu e visco, maccanico e cuccia, scalfari e montanelli, biagi e feltri.
Parlano tutti insieme, si contraddicono, si inciuciano, si insultano e siaggrediscono come gli spermatozoi killer individuati dal biologo Robin Baker.Ogni tanto qualcuno grida: "EURO!", ma non si vede alcun Archimede.Ogni tanto si rivolgono al pubblico e snocciolano menzogne sui conti pubblici,sull'inflazione, sulle loro preoccupazioni per lo stato sociale. Dalla babelicaesibizione una sola cosa risulta chiara: per salvarsi da fischi uova e pomidoroquesti guitti vogliono innescare tra vecchi e giovani una bella guerra generazionaleche risolverà tutti i problemi dell'Italia del "clic. E si accendeil dibattito".
Io dal mio angolo vorrei urlare: "Briganti e canaglie che siete! Laspaccatura più profonda riguarda le classi sociali, non l'età.Il vero problema è che a ricevere troppo non sono i poveri ma i ricchi,non sono i vecchi poveri ma i vecchi ricchi. Molto più di me e deimiei compagni, del sistema approfittano i fratelli agnelli". Ma lemie parole si congelano per aria, mentre i personaggi al centro del palcoscenicocantano in coro: "Gomorra Gomorra ti amo/ti ho allontanato di un giornoancora da me".
Mi sveglio e sono felice di essere a Grenada, dove aspetterò la miapensione. Guardo il porto e mi auguro che a emigrare dall'Italia non sianopiù i vecchi come me bensì i giovani, dopo aver finito glistudi e prima di tirare le pietre. Vi voglio bene, veniteci a trovare, Pietro.

P.S. Avete idea a chi si riferisse Ennio Flaiano quando annotò:"I cani orinano continuamente e dappertutto per stabilire i confinidel loro territorio. Un po' come M., B., R., che orinano anche nel Corrieredella Sera."? Me lo chiedo blandamente ogni tanto, quando vado a farela spesa o quando Mike ci prepara pasta e fagioli in spiaggia a La Sagesse.

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