I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Numi e numeri

di Alessandro Bergonzoni su Smemoranda 1997 - Diamo i numeri

I dodici Apostoli, i due ladroni, (Alìbebé, il figlio piccolo e gli altri trentotto) i tre dell'Ave Maria,i 2 porcellini (perché Natale se lo sono mangiati un giorno), i quattropiùquattro di Nora Orlandi, Natalino Otto, Franco primo e Francoquarto, il trio Lescano, Duilio, 007, sette spose per sette fratelli, itre porcellini, quarantaquattro gatti in fila per sei riporto di due, quindiciuomini quindici uomini sulla bara del morto, la rosa dei venti, Biancanevee i sei nani (purtroppo Mortolo non c'è più), le sette meravigliedel mondo (me escluso), sono solo alcuni esempi (18) di cosa possono i numerie i loro derivati. Basti pensare che per numero si intende un'entitàastratta impiegata alla determinazione quantitativa delle grandezze (unesempio: il mio papà ha il quarantanove di scarpe pur avendone solodue...). I numeri, come scoprì Irving Kateg, si dividono in piùcategorie: numeri romani (er sette, er due, er quattro) numeri arabici oda masticare, numeri illeggibili (ventiyyhrrq, quaraspppllkk, ottwantiiiii)numeri del telefono (051/9445567 oppure 0432/561243...) numeri del lotto(sedici, quattro, settantasette, e soprattutto l'otto). Numeri dozzinali(quel cacchio di sei, quello schifo di nove...) numeri civici (44, 12, 34,e potrei farne tanti altri perché in quella strada conosco un saccodi gente) numeri limitanti (ventinove e basta, sedici e basta, undicimilionie basta); numeri limitanti “se non di più” (quarantaquattrobasta e avanza, sei miliardi basta e avanza e così via) numeri inespressima di qualità (conosco un ragazzo che a ventisette anni ha vintola maratona Tangeri Brno Tangeri Brno Tangeri Brno Tangeri Brno TangeriOsaka Brno Tangeri, e appena è arrivato è andato a correrela marcia-longa Bombay Longa Bombay... Dici davvero? Sì, quel ragazzoha “dei numeri”...). Numeri di scarpe, di targhe, di guanti. Ilmondo è dominato dai numeri (volete un esempio? Il mio papàha il 49 di scarpe pur avendone solo due. Ne volete un altro? Il mio papàno.) Aritmete, uomo algebrico e scopritore della forza elettrica dei cani(meglio conosciuta come “la scarica dei cento e uno”) fin dal90 a. C. sostenne la tesi che un numero sommato a un altro numero non puòche darne la somma esatta. Tacito a riguardo non disse altro, Talete tornòa Mileto (dove aveva una piccola azienda di lampadari inutili perchéla luce non c'era ancora), la Regina Vittoria perse per la prima volta,e molti amici di Anassagora e Anassimene se ne andarono da Anassimandroentusiasti della scoperta, ma stupiti anche per la stupidità di talescoperta. Se si pensa che la parità o disparità dei numerideriva dai numeri e non dal concetto di parità e disparità,si può capire cosa aveva mangiato e come lo aveva digerito il filosofomatematico Mirabò che non contento in una delle sue piùbruttecrisi digestive scoprì i “numeri idioti”: trecentoequerentesecci,novacintovacono, seisensasei, dodicimiracaibi. Padre, dei numeri immoraliinvece, fu chi capì che alla quantità dell'azione puòcorrispondere la qualità: un esempio di numero immorale è:”Sonostato con 33 ragazze per 16 volte in 44 notti di seguito”; noi intuiamosubito che trentatré sedici e quarantaquattro sono magicamente diventatinumeri di merito e non piùoggettivi e assoluti. Volete un altroesempio? “Oggi ho finito mio zio Moreno con settecentoventotto colpidi pantofola allo sterno poi mi sono fatto quattro belle risate”: noisubito capiamo che i numeri 728 e 4 sono ineluttabilmente diventati immoralirispetto all'azione apparentemente e numericamente normale e priva di interesse(se non si è parente o amico o creditore di tal zio Moreno pace all'animasua). Alle volte penso a proposito di numeri che quando mio figlio avràventidue anni e io ne avrò quaranta, lui ne avrà trenta eallora mi rattristo, anche perché penso che la differenza di etàtra me e lui sarà inversamente proporzionale della distanza che intercorretra le due orecchie di mia figlia che avrà allora tredici anni. Sepenso poi che il peso di mia figlia e di mio figlio sommati danno l'etàdi mia moglie, meno i miei anni e diviso le prime tre cifre della targadella mia macchina, impazzisco sia alla prima ipotesi che alla 2^. Non passagiorno che non mi chieda il perché e non passa giorno che non michieda il perché di che cosa. Cent'anni fa chi sa a che numero corrispondevo,chissà che parte del totale ero, in che percentuale di vita (la primao la seconda delle mie sette) mi trovavo; alle volte bastano tre millimetriper arrivare a zero altre volte dodici giorni per tornare a mille... Cheore saranno adesso a Greenwich? Le dieci potrebbe dire qualcuno, le undicipotrebbe pensare qualcun altro... Il bello è che sono tutte ore esatte,dipende solo dall'ora in cui si legge quello che ho chiesto. Un esempio?Mio padre ha il quarantanove di scarpe pur avendone solo due. Com'èmisteriosa la vita quantitativa, e io proprio per questo alle volte la preferiscoa quella qualitativa nel senso che mi dà piùcoraggio sapere“quanto” sono, piùche “chi” sono, che altronon è poi che il mio codice deontologico, un numero anch'esso cheforse si trova tra il dodici e il quattordici senza però essere iltredici. Probabilmente (?) corrispondo geneticamente e matematicamente aun numero con virgola, cioè che continua e, non a un numero con punto,che significherebbe la parola fine. Poi mi dico: 6 quel che 6, e mi pascio.

Advertisement