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Elogio alla terza posizione

di Annamaria Testa su Smemoranda 1997 - Diamo i numeri

Assumere la terza posizione e' una pratica utilissima, specie nei rapporti a due. La terza posizione non ha nulla a che vedere con lo yoga, ne' con il kamasutra, ne' con la politica, e nemmeno con il ménage a' trois. E' un esercizio della sensibilità e dell'intuizione. Una piccola ginnastica dell'anima.

Per esempio: Domitilla non sopporta piu' quel mollusco di Camillo, che arriva sempre in ritardo, e' sempre stanco, ha sempre qualcosa che non va. Solo guardarlo andare in giro con quella faccia da mal di pancia, solo vedere come strascica i piedi le fa venire un nervoso bestiale. E il guaio e' che più lei, poverina, cerca di essere positiva, allegra e piena di energie per smuoverlo, piu' lui rallenta e si immagonisce: come se lo facesse apposta.

Quando Domitilla considera il rapporto con Camillo in base al proprio punto di vista (cioè in base ai sentimenti che lei prova, ai desideri che ha, alle convinzioni in cui crede), allora diciamo che Domitilla è in prima posizione. E' la posizione relazionale in cui è molto facile convincersi di essere dalla parte della ragione. Ma Domitilla, se capire come la pensa Camillo le interessa più che avere ragione a tutti i costi, può provare a osservare il mondo, e se stessa, congli occhi di Camillo. Insomma: far finta di essere Camillo, mettersi nei suoi panni. Se fa questo sinceramente, diciamo che si colloca in seconda posizione. Esattamente la' dove sta Camillo.

Allora Domitilla si accorge che Camillo ha bisogno di tutta la sua pazienza per reggere quella schizzata di Domitilla: che vuole fare duecento cose tutte nello stesso tempo, e deve per forza trovarle tutte e duecento fantastiche eccitanti meravigliose. Solo sentirla parlare come una mitragliatrice mentre cerca di convincerlo a partecipare all'ennesima iniziativa stravagante di cui a lui, Camillo, non importa un bel nientaccio, gli fa venire il maldipancia. Il guaio è che più lui, poverino, cerca di essere tranquillo, sereno, ragionevole ed equilibrato, più lei esagera: come se lo facesse apposta.

Per Domitilla può risultare sconcertante mettersi nei panni diCamillo. Se supera lo shock, può compiere un'operazione ulteriore: far finta di essere un osservatore esterno, intelligente e comprensivo, che veda Domitilla e Camillo stare insieme, e riesce a individuare le dinamiche del loro interagire. Le forze che li muovono. Il sistema delle azioni, delle reazioni e degli equivoci. Fare questo è mettersi in terza posizione rispetto ai due soggetti coinvolti in una relazione.

Magari, allora, Domitilla riesce a capire che sotto sotto quei due hanno bisogno una proprio dell'altro proprio perché sono così diversi.E che però, essendo diversi, agiscono secondo ritmi differenti, e praticano un diverso linguaggio dei comportamenti. Come osservatore esterno sa che, fatalmente, tutte le volte che i due non si capiscono ciascuno tenderà a difendere le proprie posizioni (la propria verità), e a dare la colpa all'altro, accusandolo di essere o stupido o crudele. Sa anche che non appena uno dei due accetta l'idea che la propria possa essere una verità relativa, allora riesce a modificarsi quanto basta per comprendere la verità dell'altro. E sa che quando le azioni di Camillo cambiano, cambiano anche le reazioni di Domitilla, e viceversa, in un cerchio senza fine.

Se vi va, potreste sperimentare la terza posizione la prossima volta che vi trovate in una condizione di conflitto con qualcuno. Potreste perfino scoprire che in fin dei conti sì, ha qualcosa a che fare con lo yoga perché vi fa sperimentare spazi e movimenti nuovi. E che indirettamente c'entra perfino con il kamasutra, o con la politica, intesi come sistemi di relazione. Per quanto riguarda eventuali ménage à trois,beh, le posizioni possibili diventano nove. Se non avete un eccellente senso dell'orientamento, vi conviene ricorrere ai vecchi metodi: negare l'evidenza,o rendere pan per focaccia. Ma siamo certi che il ménage à trois vada ancora di moda?

P.S. Alcuni di questi concetti sono trattati ben più ampiamente in "Pragmatica della comunicazione umana" Watzawick, Bearin, Jackson.ed. Astrolabio.

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