I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

Otto Kaminsky (l'uomo che misurò l'intestino)

di Fabio Di Iorio su Smemoranda 1997 - Diamo i numeri

Gli aruspici etruschi, per avere divinazionisul futuro, aprivano la pancia degli uccelli e ne sciorinavano le viscereper terra. Se l'uccello moriva, cattivo segno. Per arrivare ad un approcciopiùscientifico agli intestini, dovettero passare molti secoli. L'uomoche finalmente elevò le budella al rango di organo umano fu OttoKaminsky, l'insigne medico di padre polacco e madre interista che vissea cavallo del 1500. Sin da bambino, Kaminsky rivelò una passioneper la scienza in generale e l'intestino in particolare che lo portava,mentre i suoi compagni si sfidavano alla guerra, a giocare con le bambole:le bambine fingevano di cucinare per loro e Otto ne osservava i processidigestivi (riciorderà quegli anni con un volume di memorie, Gli annidi crusca, e con l'invenzione della Barbie stitica, venduta col suo piccolowater). Terminati gli studi - si laureò in medicina con una tesisulle possibilità pratiche della carta igienica in Goretex - Kaminskydovette affrontare una accesa discussione con suo padre che lo voleva dentista,mentre lui voleva fare un master in emorroidi. “Ma non capisci -dissedisperato a suo padre- l'intestino è la parte piùespressivadel nostro corpo. può essere pigro, tenue, ciecoé”. Trai pianti della diletta madre, la dolce Euchessina, Kaminsky fuggìdi casa ed emigrò a Bologna per perfezionarsi alla corte del dottoBartoloni, un luminare le cui autopsie erano seguitissime non solo perchéaudaci, ma anche perché alla fine con gli avanzi ci faceva le salsicce.Furono anni duri, mitigati dai piaceri del matrimonio con una donna abbastanzaricca da permettergli di aprire un gabinetto per conto suo (quello in cortilelo occupava sempre lui tra le proteste dei vicini). Otto sottoponeva i pazientia diete rigorosissime (solo cavoli, segale o origano) e poi ne analizzavale feci. La mole di lavoro era impressionante, e spesso finiva per riportarseneun po' a casa. Finita la cena (di solito cavoli, segale o origano) sua mogliesgombrava il tavolo e lui ci metteva su il lavoro. All'alba era cosìstanco che spesso faceva confusione tra il caffè e i campioni. Isuoi studi sembravano non approdare a niente, finché il suo nomenon giunse alle orecchie di un ricco mercante sofferente di colite che lomandò a chiamare. Kaminsky riuscì dove i piùgrandispecialisti avevano fallito: prescrisse una potente pozione chimica cheeliminò il problema ma trasformò il commerciante in una borsettaper signora. Per Otto fu la fortuna. Il commerciante gli fu cosìriconoscente che la borsetta si aprì e Kaminsky ebbe i fondi necessariper comprare una cavia umana di cui studiare l'intestino. Emozionato l'aprì,cominciò col misurarlo e alla fine disse con le lacrime agli occhi:“Sono otto metri, Ottoé come me!”. Tre mesi dopo morìdi parto.

Advertisement