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L'amore in...

di Gioele Dix su Smemoranda 1997 - Diamo i numeri

UNO - Significa amarsi da soli. E' la forma piùspartana ed ecologica d'amore. E' sentimento al risparmio. Le energie affettivesi muovono in una sola direzione, o meglio, vanno e vengono dallo stessosoggetto. Usando un'immagine postale, si potrebbe dire che mittente e destinatariohanno lo stesso indirizzo e non c'è necessità né difrancobolli né di timbri. E' un amore non ufficiale, ma non per questoillegale, ed è dunque libero da condizionamenti e sensi di colpa.Nell'amore in UNO, l'autonomia è assoluta anche in campo erotico:si dipende, ovviamente, dalla voglia di uno soltanto e non ci sono disparità,malintesi, o cali del desiderio che creino dolore e imbarazzo. L'unico verograve difetto in questo tipo d'amore sta nel fatto che, qualora non si vadapiùd'accordo con se stessi, non ci si può comunque lasciare.
DUE - Significa amare una sola persona per volta. E' la forma d'amore piùtradizionale e diffusa. Tutti pensano di averne un'idea precisa, ma in realtànessuno ci capisce niente. E' un sentimento contraddittorio, fatto di ripensamenticontinui, carico di luci ed ombre, di alti e bassi, di pari e dispari. Secondoalcuni è la fonte unica della vera felicità, secondo altriè profondamente innaturale. Nell'amore in DUE si procede senza unprogramma e l'esperienza non conta nulla. Quasi sempre, infatti, chi haamato per anni una sola persona e poi l'ha lasciata, si innamoreràdi un'altra persona molto simile alla precedente, con la quale compiràgli stessi errori, irrimediabilmente. Sotto questo aspetto, staràmolto meglio chi è stato lasciato, perché potrà perlungo tempo coltivare l'illusione di non avere avuto nessuna responsabilitàper la fine del rapporto. L'unico vero pregio di questo tipo d'amore stanel fatto che se, per puro caso, dura tutta la vita, si ha la certezza diessere stati baciati da Dio in persona. 
TRE - Teoricamente, vuole dire amare due persone contemporaneamente. Inpratica, significa ficcarsi in un guaio spaventoso. Questo tipo di condizioneaffettiva viene comunemente associata alla figura geometrica del triangolo.Pochi, però, sottolineano che si tratta di un triangolo non equilatero,bensì scaleno: i lati uniscono tre punti sentimentalmente collocatia casaccio, che si amano e si odiano fra loro in quantità e formadisperatamente diseguale. Ciò comporta in tutti un profondo squilibriopsichico e un terribile sforzo per conciliare l'inconciliabile. L'amorein TRE è arricchito (o impoverito, a seconda della prospettiva) daun'interminabile catena di stupide bugie, di segreti di cui sono a conoscenzatutti meno uno, di incontri clandestini che si svolgono sempre negli stessiposti, di imbarazzanti scambi di nomi di persone e di cose. L'unica verasoddisfazione in questo tipo d'amore sta nel fatto che, prima o poi, quellodei tre che ha cominciato crolla psicologicamente e finalmente gli altridue se ne possono andare soddisfatti per la propria strada. 
QUATTRO - Significa amarsi in un numero di persone davvero consistente.E' un sentimento pluralistico, affettivamente democratico, in un certo sensoecumenico, per il quale non è certo se occorra possedere piùlibertà interiore o meno capacità mentale. La percezione socialedell'amore in QUATTRO si modifica sensibilmente a seconda del sesso. Disolito, il maschio che ama (o dice di amare) tre donne contemporaneamenteè considerato benevolmente dalla critica (maschile), ma non altrettantodal pubblico (femminile). Viceversa, per la donna che ama tre uomini, èsevera la critica (femminile) mentre è altissimo il gradimento delpubblico (maschile). Presso alcuni popoli primitivi, l'amore in QUATTROera molto ben visto e perciò praticato con grande entusiasmo. 
CINQUE, SEI, SETTE, OTTO ECC... - Significa amarsi in tanti, piùsi è meglio è, senza preclusione alcuna, senza ruoli definiti,senza paure schemi o pudori. Qualcuno lo chiama anche amore collettivo,oppure amore di gruppo, o anche amore in comitiva, oppure amore universale(in quest'ultimo caso, il qualcuno ha molta faccia tosta). Gli antichi Grecierano convinti che gli Dei fossero entusiasti nel vedere uomini e donneammucchiarsi in quella forma d'amore e la elevarono a rito religioso. Gliantichi Romani, a loro volta entusiasti nel vedere i Greci ammucchiarsiin quel modo, si adeguarono agli usi dei loro vicini e coniarono la famigerataespressione “ 'nnamo a pregà, 'nnamo a fa' n'orgia”.

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