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Zagor-Te-Nai!

di Jovanotti su Smemoranda 1997 - Diamo i numeri

Domani sarà il mio compleanno, il 27 settembre,e io avrò trent'anni, come mio padre quando sono nato io, e mi vienein mente di quando ero bambino e facevo le elementari. Ci fu una mattinache io avevo già una buona dimestichezza con le addizioni e le sottrazionie la esibivo a me stesso e agli altri proponendo di farmi fare dei calcoli.Ci fu qualcuno che mi chiese di calcolare quanti anni avrei avuto nel duemila.Ci impiegai un bel po'; ma alla fine con lo sguardo soddisfatto venne fuoriil numero trentaquattro. Mi sembrò un numero grande e allora pensaia Zagor, che secondo me doveva avere piùo meno quell'etàe pensai che nel duemila sarei stato come Zagor. Adesso mancano meno diquattro anni a quella scadenza e io non so che fine abbia fatto Zagor, sesi è sposato, se è riuscito finalmente a mettere un po' dipace nella sua vita, adesso dovrebbe avere, stando ai miei calcoli di allora,piùo meno cinquantacinque anni, e se lo vedessi ancora fare le stessecose, con la sua scia, il suo grido “Zagor-te-nai!!”, mi sembrerebberidicolo. I suoi bicipiti saranno sicuramente un po' sgonfi ma in compensol'età me lo fa immaginare divenuto saggio, pacifista, piùpropenso al dialogo che non alle azioni di guerriglia senza possibilitàdi mediazione. Ecco lo immagino come una specie di Arafat della foresta,che per rivendicare i diritti dei piùdeboli ha scelto alla finela strada della pace. Certo la pace è piùdifficile e noiosada raccontare nei fumetti, ma continuare nella sua vita di ribelle semprepronto a mostrare i muscoli e a fracassare la testa degli oppositori conil tomawak avrebbe finito per farlo morire o, se fosse sopravvissuto, loavrebbe reso un vecchio spaccone sempre lì ancorato ai suoi ricordidi quando era agile e imprendibile. Magari lo avrebbero eletto al parlamentoamericano e sarebbe lì a far risse senza concludere niente e a gridaresenza nessun effetto il suo “Zagor-te-nai!!!”. Ma tornando aimiei calcoli tra qualche decina di mesi sarà il duemila e io ho ritrovatoun vecchio fumetto di Zagor in un cassetto di casa dei miei. Come era fortee invincibile e come era limpido il suo sguardo e quanto avrei voluto esserecome lui! Ho richiuso il fumetto e mi è venuto in mente che invecemi piace ancora di piùlo Zagor di oggi, quello nella mia immaginazione,fuori dai fumetti, saggio, monumento vivente alla trasformazione dell'animoumano, simbolo universale della possibilità degli uomini di redimersisempre e di migliorarsi in un cammino continuo verso se stessi. Perchégli eroi muoiono giovani? E' ora che gli eroi comincino a superare i trent'annie anche all'eroe ribelle si affianchi l'eroe del camino, del dialogo, dellaPace, quello che aspira a morire di vecchiaia per avere tempo di fare piùcose possibili. E' bello compiere trent'anni e accorgersi che si nasce domani.

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