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La mamma

di Lella Costa su Smemoranda 1997 - Diamo i numeri

E' che a noi donne semplicemente succede: diventaremadri, la maternità. Roba che se stai a pensarci su troppo, altroche il crollo delle nascite: il panico, proprio. Forse una buona regolasarebbe affronate il neonato durettamente, all'americana, presentarsi, dirgli:“salve, io sono tua madre. Mi pare corretto informarti che secondouna scuola di pensiero contemporanea molto diffusa e attendibile, il mioruolo nella tua vita è destinato ad essere centrale e devastante.Puoi tranquillamente attribuire a me la colpa del novanta per cento di tuttii tuoi problemi, traumi, frustrazioni e catastrofi. Per il restante dieciper cento prenditela con Jacques Chirac”. E' che non ci arrivi maipreparata, ma mai. Passi tutti quei mesi a far sogni di acque sotterraneee di grotte, e hai addosso una paura nuova, indicibile; e in qualche modosai che un po' -almeno un po'- di quella paura non ti lascerà maipiù, perché questo è per sempre, e non è micauna roba da poco, l'eternità... E poi non sai che faccia fare, chefaccia prepararti per incontrare la sua, di faccia. E lui, che faccia avrà...Lui, “piccola barca, piccolo rematore”, che se ne sta al sicurodentro di te per tutto quel tempo e un certo giorno viene scaraventato controla sua volontà in un mondo ostile... Ora, io ci ho sempre credutoche le cose stanno così; però, anche per facilitarci un minimole cose all'inizio, perché non facciamo finta che non sia vero? Cioè,ci sta benissimo, il girino, tutti quei mesi nella pancia della mamma, peròmagari alla fine non ne può più... perché sta stretto,non ha niente da leggere, il cibo è sempre uguale... Insomma facciamoche lui è disposto ad affrontare fatica e traumi per uscire ad incontrarete, che anche tu affronti fatica e traumi, piùla paura, che magarice l'ha anche lui ma almeno non lo sa. E poi c'è - e basta. E daquesto suo esserci e basta dipende la tua vita - la sua, certo, per carità,la nutrizione, il seno materno, la fase pre-edipica, tutto vero- ma in realtàl'ostaggio sei tu - che sei sua madre, e lo sei per sempre. Sua madre-schiavad'amore, passione assoluta... E ti inventi nocchiero e nostromo e radaristaperché poi si va avanti tutti quanti così, navigandoa vista,virando all'ultimo momento; improvvisamente rotte, a volte semplicementechiudendo gli occhi e trattenendo il fiato quando l'onda è veramentetroppo alta, “oddio, meno male che è andata, be', era di poppa...”Mamma-poppa, lo so, è una battuta infame, tra qualche aano chiameraitelefono azzurro, intanto ci sono qua io. Eccola lì, la trappola,forse il nostro vero peccato originale: ci sono qua io. Lasciarci credereche sarà così per sempre anche per lui. E invece va tuttotalmente in fretta... Sei appena riuscita a scoprire il punto preciso incui il tuo braccio si adatta perfettamente alla forma della sua testa chelui già la tira su, la testa, e si guarad ingiro, e vuol far da solo...Sei appena riuscita a decifrare il suo linguaggio misterioso che perlatroè hittita (la mia bambina parla hittita, giuro: ma quale lallazione!gli altri bambini di quell'età lallazzeranno anche, povere anime,se la cosa li diverte, ma la mia bambina parla hittita, o io sono appenariuscita a dcifrare il suo linguaggio), che lei già ne parla un altro,di linguaggio, latrettanto miusterioso e indecifrabile, fatto di scettrilunari! e di una quantità impressionante di okay, okay bambini, okayragazzi, okay andiamo... E poi la vedi che si guarda intorno, cerca i suoiremi, la sua barchetta - oh, lei non li chiama così, ma ti u lo saibenissimo che è lì che scalpita, che non vede l'ora di andare...E a te viene da dire: “ma come, di già? Non è un po'prestino? cos'è tutta sta furia, non ti (non lo devo dire non lodevo dire non lo devo dire) non ti basto più? (cazzo l'ho detto,ma come è possibile, io non la pensavo neanche una frase del genere)Credevo che stessimo bene insieme; (Alé, alla grande, adesso cos'altrohai intenzione di dirle, che hai rinunciato a un sacco di cose per lei?fallo e ti denuncio, guarda, non so neanche bene a chi, forse solo a OlivieroBeha ma giuro che ti denuncio) Credevo che volessi bene alla tua mamma...”(a questo punto finiscila con un colpo di pistola, perché prolungarlel'orrenda agonia, sei pazzesca, sembri tua madre) Sono mia madre! sono miamadre e mai nonna e la mia bisnonna, e perché non dovrei dirlo, cheho una paura tremenda... paura che sia presto, che non sia pronta per andareda sola, che non torni, che le succeda qualcosa di brutto... Sono mia madree la figlia di mia madre e la madre di mia figlia... E poi ce la sto mettendotutta perché in qualche modo lo so anch'io che comunque non puòfinire qui; che anche se se ne va, dovrà restarle per forza qualcosadi questa nostra storia, che è una storia d'amore, fatta di anni,di giorni che sono fatti di cose banali: i compleanni, i pasti, i regali,le assemblee dei genitori... la tachipirina... “mamma! dove sono imiei jeans libri dischi soldi anfibi calzettoni orecchini zaino costumeda bagno?” “mamma ma sei sclerata...” E poi le lacrime, eil naso chiuso, e “mamma ho male, ma male veramente, mamma dammi qualcosa,mamma fa troppo male, mamma me lo fai passare?” E tu non sei capace,ma fai finta benissimo. Fingi di essere tu quella che dà che cura- ma in realtà sai perfettamente che tu sei quella che prende, faiincetta di gesti parole tenerezze profumi, e c'è questa pienezzatale, questa tale scostumata indecente felicità che non puòfinire qui neanche per lei... E qualcosa di tutto questo resteràdentro di lei, una specie di scrigno segreto di cui neanchesa di avere lachiave, e invece ce l'ha, e la troverà all'improvviso, magari traanni, in mezzo alla strada, o davanti a un armadio - “E' il profumoche viene da un vestito/che mi fa divagare a questo modo?” - lei sentiràun profumo, quel profumo, quel profumo: “Ma è il profumo dellamamma...” E a quel punto nessuno dovrà piùspiegarleProust e nemmeno freud... E allora cercaglieli tu, i remi, e daglieli, emagari anche una barchetta, piccola, con le vele, un motore ecologico; madaglieli tu, e guardala andar via. “Allora ciao, piccola barca, piccolorematore... Buon viaggio, buon vento, e grazie”. 

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