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Il numero che non esiste

di Lia Celi su Smemoranda 1997 - Diamo i numeri

Nella mia prima gioventù, per raccattarequalche soldo collaborai alla stesura di I Cento Modi Per Farlo ImpazzireSotto Le Lenzuola. Di mio, conoscevo al massimo quattro modi per far impazzireun uomo a letto: i tre canonici, piùquello - efficacissimo - dideclamare il 5 maggio di Manzoni con la voce da Topo Gigio mentre il partnercerca di prendere sonno. Trovare altri novantasei sistemi fu un'avventuraterribilmente complicata. E inutile: l'editore si rifiutò di prenderein considerazione le mie trovate. Non le capiva. Gli proposi di sperimentarepersonalmente i metodi n. 35 (il materasso ad acqua bollente), il n. 66(il rottweiler nascosto sotto il copriletto) e il 98 (un'improvvisa irruzionedel defunto generale De Gaulle). Non servì a nulla. Ma il lavoronon fu del tutto vano. Mentre, stesa sul letto mi scervellavo per escogitare,uno dopo l'altro decine e decine di marchingegni sadoafrodisiaci per arrivareal cento, mi ero ritrovata ad assaporare, come fosse la prima volta, lasequenza dei numeri, a scoprirli anche piùappassionanti del sesso,soprattutto perché non ti attaccano brutte malattie. Risalivo faticosamente,gradino per gradino, dal modesto uno fino al rotondo, solenne, irraggiungibilenumero a tre cifre. é diventato la mia ossessione. Ecco il succodelle mie riflessioni, che presto saranno pubblicate con il titolo Le CentoCose Che Non sapete Del Numero Cento e Cento Motivi Per Odiarlo. Perchési conta in base a dieci? Perché dieci sono le dita, naturale nonchéunico sistema di conto per l'uomo primitivo (e per la donna moderna, masolo se è Valeria Marini). Stufi dei consueti passatempi da festinoorgiastico (incesto, scarifici umani, Trivial Pursuit), gli uomini dell'ordapaleolitica, alla ricerca di un nuovo gioco di società, devono avercomincaito a contarsi reciprocamente le dita delle mani, scoprendo il sistemadecimale, e quelle dei piedi, ripromettendosi di scoprire al piùpresto il pedicure. (I piùsvegli preferirono contare le tette delledonne primitive piùcarine, inventando il sistema binario fondatosul due, che oggi sta alla base dell'informatica). Molti contatori di ditasi addormentarono prima di essere arrivati a quattordici. Altri, resi insonnidal carpaccio di mammut piantato sullo stomaco, proseguirono la conta approfittandodelle dita dei dormienti. Dieci decine di dita pelose, dieci paia di maniirsute. Cento. Nato dalle dita dell'uomo, il cento se n'è subitodistaccato per darsi alla clandestinità. O meglio, all'irrealtà.Fateci caso, riuscireste a cogliere il centinaio a colpo d'occhio? Putacaso,se vi passa davanti un fottìo di canguri, sareste in grado di dire,all'impronta: “Toh, ecco cento canguri”? Nell'attesa di un ritornodi frotte di canguri in Eurasia, evento che vi permetterà di farela prova e darmi una risposta precisa, vi confido la mia teoria: il numerocento non esiste. Cento è inconoscibile, se non sotto forma di cittadinain provincia di Ferrara - Cento, appunto - residenza di un amore giovaniledi Gianni Morandi (“Andavo a Cento allora per trovar la bimba mia,ye ye ye ye”), e nota fin dal Trecento perché ci stava ben trevolte. Nella storia, il centinaio è sempre stato un'entitàastratta e nebulosa, senza una personalità definita. Nella numerazionedell'antica Roma, centum è una holding di misteriose decine (ciascunadelle quali indicata con x) e si firma come Zorro, con l'iniziale C. Successivamente,decide di nascondersi dietro tre insospettabili prestanomi, uno e una coppiadi zeri, ed è sempre invischiato in brutte faccende, tipo la Guerradei Cento anni o i Cento giorni di Napoleone. Oggi il cento è diventatouna loggia segreta composta di unità eversive, che domina la vitapubblica del nostro paese manovrandone gli umori e i pensieri. él'Onnipotente Per Cento che governa i sondaggi e pretende di esprimere lenostre opinioni. Apriamo il giornale: il Sessanta Per Cento degli italianivuole la pena di morte (che esagerazione: questi al massimo si meritanoun paio d'anni di galera). Il Cinquantasette Per Cento legge solo un libroall'anno (ah, ecco: i botti di San Silvestro non sono petardi, ma il rumoredi milioni di copertine chiuse di scatto). Per il Trentadue Per Cento degliitaliani, la famiglia è un valore: difatti venderebbero la mammaper la prima rata della Saab Biturbo. Mi gira il Cento Per Cento delle palle.é grazie a questo cacchio di numero a tre cifre che noi impariamoa diffidare dei nostri simili e un tipo come Gianni Pilo si sottrae all'unicomestiere adatto a lui: il supporto umano per parrucchini. “Ma dovetefidarvi” - dicono i sondaggisti - cento è un campione”.Campione: andiamoci piano. Dove e quando si è tenuto il campionato?E poi, campione di che? Di trotto, di scacchi, di decathlon? “Di italiani”,rispondono i sondaggisti. Ci siamo: cento è un campione rappresentativodella popolazione. Adesso è tutto chiaro. A guardarlo bene, il 100è davvero la perfetta rappresentazione del nostro Paese. C'èsempre uno, e un paio di zeri che lo seguono.

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