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Ora il cielo diventa un po' nostro

di Lucio Dalla su Smemoranda 1997 - Diamo i numeri

E' il 22-2-1996. Da stanotte due italiani girano, guardano, respirano, dormono, sognano e vivono nello spazio. Non è sicuramente la prima volta, qualcuno di noi c'era già stato, magari un napoletano, una coppia di friulani, forse per mettere su una pizzeria o una piccola fabbrica di scarpe. Anche lo stesso Cristoforo Colombo in una notte di sogni ad occhi aperti, potrebbe aver alzato il timone tra maree cielo ed essere partito per quest'ultimo. Quanti italiani si sono buttatinel niente, nel buio pesto, quante centinaia di migliaia di emigranti concoraggio e un poco di follia, hanno spaccato il loro cuore in due e lasciandoneun pezzo qua sono scappati per raggiungere l'altro pezzo chissà dove.Ma stavolta il viaggio è diverso, e di più: si tratta delcielo e che cos'è nell'immaginazione del popolo il cielo se non ilposto da dove piove, o dove abita Dio d'estate, o dove, sotto le sue stelleaccese, da sempre gli innamorati si giurano amore per sempre? Per me ilconcetto di cielo è una follia. E' il punto piùvicino e nellostesso tempo piùlontano da noi, è una cosa che vediamo, glidiamo un nome ma in pratica sappiamo che non c'è, non si puòarrivare fino a lui e toccarlo perché non c'è, o èlì prima di noi, è senza fine e non ci aspetta. 22-2-1996,comunque, da stanotte due italiani vivono nel cielo. Mi fa una certa impressioneperché finora lo spazio era territorio americano, era Nasa, Spectre,facevo fatica a pensarlo anche di altri o anche solamente un poco dei russi.Mi faceva sorridere perfino il grande Tarkowski che in quel capolavoro difilm che era Solaris faceva vedere due astronauti russi muoversi con disinvolturanella loro astronave e per dare l'idea del moderno e di fantascienza mettevaall'uno dei due una canottiera a buchi. Però da oggi, 22-2-1996,il cielo è anche un poco nostro, anche se solo perché duedi noi lo stanno guardando da vicino o addirittura ci sono in mezzo. O perchéin questo romanzo di mutazioni e trasformazioni ci fa piacere pensarci dentroal vento del futuro.

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