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Gentes fluentes (la corrida dei gamberi)

di Alessandro Bergonzoni su Smemoranda 1996 - Il mediterraneo

Zomas katanidos sur le bein o tell Astoria; ammanita falloidis non dee gluttii, ma tetano beccay siccomes ferro Tocay o mar divinus, cus cus pensandi granchio presit argomentum devastay africanem abbaians catenam cessus longa longa… 
Esiste un detto che parla di tutto un po', ma non è questo ne quel po' ne quel detto. E allora qual è? Non ci è dato sapere. Ma se si crede, come credo, che il "mediterraneo" non sia altro che un fiume grasso che si specchia in cielo fino a prova contraria allora tutto cambia.
Il deserto non è altro che un'enorme cassetta per gatti e questo il mediterraneo lo sa come sa che lui senza acqua era un arena per la corrida dei gamberi dove andando indietro nel tempo i toreri non erano ancora nati ma soprattutto non erano ancora morti. La Spagna di queste cose ne è al corrente ma non lo dice alla Francia che però lo intuisce ma non ci vuole credere.
L'Italia lo ha sentito dire da un uccellino: gli ha sparato e s'è tenuta la verità. Sembra una leggenda ma in verità non è altro che una pensanda. Comunque, per tutti, il "mezzo terraneo" più che acquino (e non me ne voglia il Tommaso) è sabbieo, clessidrico. Fu riempito in un baleno e cioè con saliva cetacea, per la gioia di chi ci si sarebbe affacciato; le nazioni in fondo son terrazze: lancia il pesce treccia e io pescator d'amor che nulla ho amato amor per dono, ti farò un regalo: una bella spiaggia da leccare…
E così il mediterraneo cominciò a leccare tutti i contorni che stavano sul tavolo, senza mangiarne quasi mai nessuno.
La Spagna lecca la Francia che lecca l'Italia che lecca l'Ex yugoslavia che lecca la Grecia… e che Diamine!! La grande Diamine è una parrucca di gentes fluentes che cade sulle spalle del mezzo terraneo a coprirgli la pelle dalle scottature lunari solari marine navali… Ormai gobbo come un colpo, robusto come un filo del discorso ancora in erba, giovane al tatto, scurrile al detto, pelvico alla spinta, eroico alla pace, afro-europeo al gusto, il mezzo terraneo aspetta le sue navi fatte di terra per arare l'aqua che resta sul mare e coltivare l'idea di cambiar sesso e diventare continente. Passare ad una religione mono velista con una sola poppa al vento e tutte le altre affittate a sirene che non ne hanno eppure devono continuare ad allattare il mare (cfr la schiuma bianca che si forma in riva a un cucciolo d'oceano). Cambiare popoli papaveri e papere musica, andazzo, ritornazzo, cucina e sapori cultura arte disciplina spettacoli…
Mandolini alla chitarra, soli male accompagnati da nuvole premonitrici. Pelli rosse razze bianche messe nere… Abdu Simù Cuccurucù: parlami della tua gente e ti dirò chi sono… Cuccurucù Abdù Simù. "Quanto costa un Mediterraneo completamente nuovo? Dipende sempre dal cielo…" Rispose il guardone del faro che riusciva a vedere sott'acqua tutto quello che succedeva sopra, grazie ad un sofisticato gioco di tramonti ed albe.
Il mezzo terraneo è così: nasce a mangia. Capperi avvinghiati a strapiombi uterini di mamme une, sole, ma Dio invece quante: un mare! Ah potessi una volta vedere che il mare non fa il bagno ma una doccia… come mi sentirei più pulito anch'io!!!
Godono le allodole dei paesi tuoi schiacciate da buoi che di mediterraneo hanno soltanto le corna la coda la testa il busto il cuore le ossa le scrementa il colore il sapore e niente più.
E il popolo bue scorazza e si stravacca ad ogni latitudine mezzo terranea; e lascia il suo strascico, la pesca da pelare, il suo futuro apocal-ittico… A volo radente una pattuglia di gabbiani passa in rassegna tutte le regioni confinanti fino al golfo di Morgana, oltre le nere scogliere di Quandor, più temporali di quelle di Dover; e la pattuglia gabbiana saluta chi saluta, caca su chi non li caca, piomba su chi gli spara ovvero su chi li piomba, poi inverte la rotta e si rifugia in una cavità che conoscono solo loro: e lì goccia su goccia acquolinano un altro più allegro mediterraneo.
Si ferma davanti al pianeta la macchina del tempo e chi scende?
Scende la sera: buona tu! Gli dice il mezzo terraneo poi ritorna sulle sue (tracce, facendole perdere).

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