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Ignoriamoli

di Ettore Tibaldi su Smemoranda 1996 - Il mediterraneo

5 milioni di anni fa l'Africa, premendo contro la Spagna, chiuse lo Stretto di Gibilterra. Rimase così isolata, e rapidamente, una enorme depressione, profonda 3.000 metri, nella quale ristagnavano acque dense, salatissime, come quelle del Mar Morto. La forza del sole fece depositare immensi strati di sale, che in circa 900.000 anni raggiunsero lo spessore di centinaia di metri. 
Poi la pressione dell'Africa si allentò e una cascata di acqua oceanica, mille volte più grande del Niagara, si riversò dall'Atlantico. Sotto alle cupole saline erano rimasti intrappolati molti organismi marini, ormai trasformati in petrolio. Le cupole non sono mai state perforate fino in fondo perché una probabile fuoruscita incontrollata di petrolio potrebbe danneggiare in modo definitivo le acque del Mediterraneo, che impiegano quasi un secolo a rinnovarsi completamente.
In pochi istanti possiamo simulare la discesa verso quegli abissi: un monitor indica lo spettro luminoso e la temperatura, uno schermo mostra le comunità di esseri viventi. Le acque sono turbolente e torbide fino a - 10 m. Più chiare e calme tra - 10 e - 20 m. Le praterie crescono dense fino a - 25 m. La maggior parte dei pesci popola lo spazio vitale fino a - 100 m. Ogni 10 m. la pressione aumenta di un'atmosfera, ma la vita resiste a ogni livello. A - 600 m. si ha ancora una pallida luce, ma più in fondo si possono vedere solo le fioche lampade biologiche degli animali bioluminescenti. La loro luce fredda è prodotta dai fotòfori, che ospitano appositamente dei batteri capaci di risplendere debolmente sotto l'azione di un enzima dal nome diabolico: la luciferasi.
Oltre, vi è il buio assoluto. Sta a noi illuminarlo. Nelle tenebre, dopo il fango, oltre le cupole di sale, potrebbe esistere un regno sommerso, più segreto di Atlantide, più improbabile di Eurodisney, da dove tutti gli animali estinti, o che noi chiamiamo tali, lanciano deboli segnali verso la superficie. Più vivaci che mai, seppur debolmente, tutti quei non-viventi sono in preda a una terribile angoscia esistenziale: i Tritoni e le Sirene, Scilla e Cariddi, I Serpenti di mare e le Piovre giganti.
Sfuggiti ai Musei e alle soffocanti attenzioni delle Associazioni naturalistiche e ecologiste, ai documentari del National Geographic, alle copertine di Airone, agli appelli e ai Trattati internazionali, continuano a emettere profumi sottili che si sciolgono nell'acqua, canti leggeri che risuonano sulle scogliere e nel frusciare della sabbia sulla risacca.
Perché possano continuare a vivere ci converrà riservare a loro lo stesso atteggiamento che abbiamo per i desideri più segreti e le passioni più profonde: IGNORIAMOLI.

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