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Mare Nostrum?

di Morando Morandini su Smemoranda 1996 - Il mediterraneo

"Il Mediterraneo riceve più nomi, in rapporto alle terre alle quali arriva" (Gerhard Kremer, in arte Mercatore, Atlante, 1609) 
I NOMI - "Mare Nostrum" lo chiamavano i Romani, padroni del mondo, ma già per i Greci era "il nostro mare", e così fu chiamato da altri popoli dopo di loro. Per Ecateo, Erodoto e i Fenici che per primi lo percorsero tutto era il Mare Grande. Nelle Guerre del Peloponneso Tucidide lo definisce Mare Ellenico, mentre Platone, più delicato, lo indica "il mare che si trova accanto a noi" (par'hemin thalassa) nel Fedone.
Nello scritto De mundo, attribuito ad Aristotele, è detto Mare Interno (he eso thalassa) in opposizione al Mare Esterno, cioè l'Oceano. Così nacque, nella traduzione latina, il Mediterraneo.
I PIGNOLI - Mediterraneo, come aggettivo, suonava un po' rozzo alle orecchie dei colti. Il grammatico Festus consigliò di sostituirlo con mediterreus, ma non attecchì. Altri suggerirono meditullius (da tellus, forse collegato al greco mesogaios, tra le terre): sembrò ridicolo, troppo affettato. Attenzione, però: all'inizio l'aggettivo indicava uno spazio sul continente, circondato da terre, in opposizione a maritimus. Cicerone chiama i continentali "homines maxime mediterranei (Verr. II, 5), e si diceva mediterranea Galliae, le parti continentali della Gallia. Aggettivo già sostantivato, dunque. Finché Isidoro di Siviglia (560-636); dottore della chiesa latina, lo trasformò in nome proprio: "Questo è il Mediterraneo, poiché bagna la terra circostante fino ad oriente, dividendo l'Europa, l'Africa e l'Asia." L'oceano prese il nome dal mitico figlio di Titano: il Mediterraneo è più concreto del mito.
I GENERI - Il mare è di genere diverso da costa a costa: in latino e nelle lingue slave è neutro, in italiano è maschile, femminile in francese, in spagnolo può essere maschile e femminile. In greco, lingua ricca, può essere di tutti i generi: hals (sale), pelagos (distesa), pontos (vastità e viaggio), thalassa (generico, forse di origine cretese), colpos (insenatura, riparo), laitma (profondità).
All'inizio per i Romani rozzi e non marinai c'era soltanto mare che indicava tutte le acque, anche laghi e fiumi; soltanto più tardi presero in prestito dai Greci pontus e pelagus o diedero significati greci a parole latine come sal, salum, aequor, ma conservarono le loro origini contadine nelle metafore: campi aequorei per indicare la vastità del mare, mentre Virgilio nell'Eneide paragona la navigazione all'attività dell'arare: maris aequor arandum.
GLI ALTRI - Gli Egiziani e i Sumeri lo chiamavano Mare Superiore, data la posizione rispetto alla loro terra. Nella Bibbia si trovano più nomi: Mare Grande, Mare Ultimo (o che sta dietro) oppure, semplicemente, Mare. Non c'era che quello. Nell'Iliade sono menzionati soltanto due mari: il Tracio e l'Icario; nell'Odissea non c'è un nome particolare: tutto è mare. Gli Arabi, e dopo di loro i Turchi, lo chiamavano mare di Rumelia, cioè romanzo-bizantino: al-bahr al-rum. Gli storici Ibn Aldun e Al-Idrisi lo indicavano come mare di Siria. Al-bahr sta per grande quantità d'acqua, e fu uno dei nomi del Nilo; lo stesso significato ha l'arcaico termine semitico iami, comune anche agli ebrei.
PUNTI DI VISTA - Il mare è assoluto, i suoi nomi relativi. Vedendolo dall'Egitto Erodoto l'ha chiamato boreia thalassa, cioè mare del Nord, ma ancora nelle carte rinascimentali è mare del Sud. All'inizio dell'Orlando Furioso l'Ariosto dice: d'Africa il mare.
I COLORI - C'è il Mar Rosso e il Mar Nero. E il Mediterraneo che colore ha? Nelle carte antiche dove le varie parti del mondo erano contrassegnate da colori diversi il Mediterraneo era detto bianco o verde. Gli Arabi conservarono il bianco per indicare la sua parte a occidente: al-bahr al-abyad, il Mar Bianco, e così fecero i Turchi e i Bulgari. Il mar Rosso (Erytros Pontos) era un tempo l'intero Oceano Indiano perché il color rosso indicava l'Oriente. Il mar Nero (Pontos Euxeinos) ha un'etimologia insolita: l'aggettivo euxeinos (ospitale) deriva da axeinos (inospitale) come apparì ai ricercatori del vello d'oro, ma probabilmente di mezzo c'è un'etimologia popolare che modificò il senso della antica parola persiana axeana (scuro, nero). Col colore nero veniva indicato il Nord. Anche le denominazioni di Nilo Bianco e Azzurro (ma anche Verde) hanno la stessa origine cartografica. La Costa Azzurra (dall'arabo arzak, blu) è un'indicazione geografica, non un connotato di speciale azzurrità.
UNO E PLURIMO - Il Mediterraneo si compone di molti mari minori che presero il nome dalle regioni, dai popoli, dalle isole, dai destini umani, dalle isole, dal ricordo dei sovrani, dalle usanze degli abitanti, persino "dal passaggio dei buoi". E i nomi cambiavano. Secondo gli Atti degli Apostoli San Paolo navigò sull'Adria che allora giungeva fino a Creta e a Malta; per Apollonio Rodio l'Adriatico era un "golfo ionico", in un documento croato del 1069 era chiamato "mare nostrum (e dài!) Dalmaticum" mentre il viaggiatore turco Evli Celebi lo definisce Venedik Korfezi (golfo di Venezia).
CITAZIONE - Il mare è una lingua antichissima che non riesco a decifrare. (J. L. Borges, La luna vicina, 1925)
LA FONTE - Tutte queste notizie sono tratte da Mediterraneo - Un nuovo breviario di Predrag Matvejevic (Garzanti, 1991), libro affascinante che sfugge a ogni etichetta di genere, ma che, comunque, si legge come un romanzo.
Con prefazione di Claudio Magris

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