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Lettera da Itaca

di Riccardo Piferi su Smemoranda 1996 - Il mediterraneo

Caro Omero, mi stavo chiedendo, mentre sono qui che finisco a frecciate l'ultimo dei Proci, se ci dovevo proprio tornare a Itaca? Secondo te, uno si gira tutto il Mediterraneo per trovarsi, dopo dieci anni in questa situazione? Tu sei cieco ma sappi, per esempio, che Calipso era una ninfetta niente male, se la menava un po' con l'eterna giovinezza e passava la giornata a cospargersi di cosmetici, ma per il resto, gli anni con lei sono passati come un lampo di Giove! 
Mi hai fatto mollare Calipso, mi hai fatto costruire una zattera, naufragare un'altra volta, nuotare per due giorni e due notti per poi svenire su una spiaggia.
Per chi mi hai preso?
Non sono mica Schwarzenegger! Finalmente quando ho ripreso conoscenza vedo Nausicaa e un gruppo di amiche che si lavano le vesti e giocano, così, come gli dei le hanno fatte e penso: "E da qui chi si muove!"
Invece, tu e gli dei, vi faceste una volta i cazzi vostri, avete convinto i Feaci a rimpatriarmi.
Bene, sappi che Itaca è irriconoscibile: tutta un albergo, una gelateria, un negozietto di tappeti e vasi di coccio, e piena di sale giochi. Penelope ha aperto un campeggio, pieno di frikkettoni tedeschi, Telemaco passa il suo tempo a fare duelli, coi videogames però!
L'unico che mi ha riconosciuto è stato il mio vecchio cane Argo, che mi è corso incontro scodinzolando. Solo che siccome adesso lavora per la narcotici, mi ha fatto sequestrare un bel pezzo di libanese che avevo custodito gelosamente. Era bottino di guerra… Dopo la caduta di Troia ci siamo fatti certe canne!!
Anche per questo io e i miei vecchi compagni prendemmo il mare un po' a zig-zag!!
Per le canne e perché qualche pirla ci aveva ciulato il timone! Ti dirò, vecchio Omero, che ho più nostalgia del viaggio che della mia casa! I tempi cambiano e anche gli eroi si rompono le palle! Può Odisseo dimenticare tutto quello che ha visto? Può trascorrere il resto della sua esistenza a rispondere: "Zimmer Frei" e portare i turisti a fare il giro dell'isola?
Io che ho lottato contro Nettuno e ho viaggiato tutto il Mediterraneo e ho conosciuto "La culla della civiltà". Può un uomo che ha visto l'isola dei Lotofagi, mangiatori di ambi e di terni, fare questa fine indegna? Io ho sfiorato l'isola di Cavallo governata da nobili re come me, infatti mi hanno prima preso a fucilate e poi mi hanno chiesto chi ero.
Ho visto Ustica dove la leggenda narra che vadano a inabissarsi i grandi uccelli di acciaio quando sono depressi. Ho visto un vecchio pescatore di polipi, inghiottito per sempre dai gorghi perché raccontava che la storia non era andata proprio così. Ho visto la terra dei Ciclopi, detti anche Italiani, giganti così abituati a "chiudere un occhio" che gli dei decisero allora di fargliene uno solo e ora, con quell'unico, passano il tempo a guardare la televisione. Ho conosciuto Circe la maga delle diete, che trasforma gli uomini in maiali e poi, in una sola settimana, con soli tre milioni, metodi assolutamente naturali, massaggi e cure mediche adeguate li riporta al peso forma.
Ho visto Scilla e Cariddi due mostri giganteschi che sacrificano i loro innocenti figli alla terribile dea Mafia.
Ho udito il canto delle sirene e mi sono fatto legare all'albero maestro, mentre tutti i miei compagni si sono gettati a mare ammaliati. Sfiga vuole che uno degli schiavi turchi, che abbiamo fatto a Troia, fosse sordo. Lui era sordo e libero, io ero legato a quel cazzo di palo. Non è stato bello! Ho percorso in lungo e in largo lo Ionio: un mare non più fatto di acqua ma di Albanesi, che seguono le correnti del benessere. Attratti, non già dalle sirene, ma da Pippo Baudo e da una ricchezza che non c'è!
Ho incrociato i mercantili italiani che portano in Somalia armi invece del grano.
Ho litigato con Eolo perché coi venti c'azzecca meno che le previsioni del tempo!
Sono sceso agli Inferi e ho scoperto che sono diventati una discoteca alla moda di Ibiza. Ho visto l'Adriatico illuminato, per lunghe notti, dai fuochi delle guerre etniche, ho visto Dubrovnik distrutta. Ho visto in Palestina un popolo ammassato lungo la sottile striscia di sabbia, continuare ad esistere, nonostante tutto.
Ho visto il timone della mia nave, quello che mi avevano ciulato, ornava la parete di una pizzeria di Hammamet, ho conosciuto il padrone e ho capito tutto.
Ho visto i miei compagni morire, li ho visti lottare, ne ho visti molti altri gettare per sempre in fondo al mare gli ideali.
Qualcuno deve ripescarli! Omero, lasciami ripartire! 
Itaca ormai è perduta lascia che ritrovi almeno Ulisse!

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