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La nave va

di Sergio Sacchi su Smemoranda 1996 - Il mediterraneo

Apro gli occhi e ti penso e m'illumino d'immenso e nel pensier mi fingo chiare fresche e dolci acque ove il mio corpo fanciulletto giacque e s'annega il pensier mio al mio loco natìo. Partirà, la nave partirà. 
O mare Nero, mare Nero, mare Ne anche di notte non sta fermo mai.
Ma come fanno i marinai? Istanbùl, Costantinopoli, Istanbùl, grande metropoli, sono i casi della vita: Bisanzio, forse, non è mai esistita. La nave va, la nave va.
Itacà, Itacà, Itacà che te specchi nell'onde del greco mar (e il modo ancor m'offende):
eravamo quattro amici al bar (piacer figlio d'affanno) e immerse il cuore d'Odisseo nel sonno e siamo solo in tre tre somari e tre briganti.
Compagni, avanti, la nave va, la nave va.
Ad Hammamet mentre va indicando l'altopiano sta il cacciator del bosco sull'uscio a rimirar l'uomo venuto da lontano:
"Io non ti conosco, io non so chi sei. amore caro, amore bello, torna al tuo paesello torna da lei e più non dimandare in questi posti davanti al mare".
Via, via, vieni via di qui la signora del ponte lance ha portato una cesta d'arance e i suoi occhi son grandi così.
La nave va, la nave va.
A Saint Tropez la luna si sveglia con te e sembra dire ai contadini curvi: "Nervi dei nostri nervi, primavera d'intorno brilla nell'aria, ben venga maggio!
Trionfi la giustizia proletaria nel natìo borgo selvaggio! Macaia, vamos a la playa, vamos a la playa!" Amor mio, amor mio.... chi gettò la luna nel rio?
La nave va, la nave va.
Trenta giorni di nave a vapore il mare è la voce del mio cuore e par che dica, d'in sulla vetta della torre antica: "La lontananza, sai, è come il vento, le luci di Marsiglia non arrivan mai, torna a Sorrento!"
Naviga, naviga, musica naviga e va il mio amore è nato a Malaga se non l'hai capito già.
Nell'acqua della chiara fontana ho perduto la tramontana: Venezia appoggiata sul mare, non so più che santo pregare, Genova, per noi vorrei saper chi sei.
Vola, colomba bianca, vola.
Naviganti con l'acqua alla gola che di natura è frutto ogni vostra vaghezza: stasera mi butto, stasera mi butto, del doman non vi è certezza;
un tuffo dove l'acqua è più blu e al cine vacci tu.
Ma che sarà, che sarà che acqua gelida qua sapore di sale: sto male, sto veramente male.
Non c'è più niente da fare è stato bello sognare.
E il naufragar m'è dolce in questo mare.

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