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Essere a un bivio

di Gene Gnocchi su Smemoranda 1995 - Con il cuore e con la mente

Era un periodo che, nelle fatture non si riusciva a scorporare l'IVA. A quel tempo così difficile io cantavo col mio gruppo Kuki and The Domopack ma i discografici volevano solo me senza il gruppo. Provavamo in una stanza vicino a Fontanellato in un allevamento di tacchini. 
Quando i tacchini uscivano per mangiare (verso le 7) entravamo noi con gli strumenti.
"Couga" Parmigiani il nostro batterista portava il mangime per i tacchini per tenerli fuori un po' di più. Tutti i tacchini uscivano meno uno Osvaldo, un tacchino americano di una ventina di chili che stava in un angolo a seguire le prove.
Osvaldo in due mesi era diventato il nostro mixerista ma morì una vigilia di Natale per cause imprecisate, forse un'overdose micidiale di eroina whisky e mangime. La stanza era insonorizzata con contenitori per le uova. Noi come gruppo ci obbligavamo a mangiare cento uova a testa al giorno per potere avere i cartoni delle uova ma il suono della band ne risentiva.
Dunque eravamo tutti lì e io dicevo al bassista che avevo avuto una proposta da una casa discografica, che ero a un bivio: o il cuore o la carriera e il bassista disse che era giusto che io che ne avevo la possibilità provassi a fare carriera.
Il chitarrista Lino Ponga che era quello che aveva fatto tutti i pezzi disse che non è giusto perché il merito è di tutti, ma quando "Couga" cominciò a smontare la batteria noleggiata a rate vicino a Cuneo un velo di tristezza scese sulla band.
Kuki che ero io e che dovevo fare carriera dico che non la farò e il bassista insiste su un accordo, Lino Ponga gli fa sentire un altro riff e Couga sorridendo sotto i baffi rimonta il Charleston.
"Siamo sempre i più forti cazzo!"

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