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Apro gli occhi e ti penso e m'illumino d'immenso

di Sergio Sacchi su Smemoranda 1995 - Con il cuore e con la mente

Un panino, una birra e poi lo scendere e il salire l'altrui scale; il problema più importante per noi è che ci vuole un fisico bestiale impetuoso per li avversi ardori: i duri hanno due cuori. 
Core 'ngrato, come diavolo fanno a riprendere fiato?
Il mio cuore fa ciok, e questo è il guaio: è un cuore di simboli pieno.
Vorrei avere un cuore d'acciaio con forza cieca di baleno, un cuore matto, matto da legare che gli occhi non l'ardiscon di guardare.
E invece no, non è così, un cuore di panna per noi e par che dica arrivare fino a qui è già stata una fatica.
Vorrei sapere chi ha detto che tutti quelli che hanno un cuor davvero hanno peduto il ben de lo 'ntelletto.
Dimmi che è vero, dimmi che è vero quel sentimento di leggera follia tipo: passerotto non andare via...
Ma il cuore è uno zingaro e va come un ragazzo segue un aquilone sa di vernice e di velocità e noi corriamo sempre in una direzione:
per me si va per la perduta gente, minchia, signor tenente!
Al cor gentile rempaira sempre amore non lasciar l'antica strada per la nuova, amore è un desio che ven da core che 'ntender non lo può chi non lo prova.
Chissà se è vero, chissà se è vero che un'idea è soltanto un'astrazione non restare chiuso dentro qui pensiero, al cuore non comanda la ragione:
già, come vedi, sto pensando a te, t'innamorerai e non sarà di me. (Ancora una volta ho rimasto solo: credevo di volare e non volo).

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