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Metamorfosi

di Severino Salvemini su Smemoranda 1995 - Con il cuore e con la mente

Interno di tribunale. Luce del mattino fredda e grigia. Le vetrate del finestrone sono coperte di nevischio. 
" ...l'alba era appena spuntata e il tavolo dell'ufficio del Rag. Bortolotti era ancora rischiarato dalla luce velata del paralume. Erano parecchie notti che egli si tratteneva in azienda oltre il normale orario di lavoro, perché le scadenze di Natale richiedevano di chiudere gli ultimi conti prima della fine dell'esercizio.
E il Presidente della società, l'ingegner Crosta, preferiva chiudere un occhio sugli straordinari, piuttosto che assumere nuove persone nei periodi di punta. Che poi queste settimane finissero per obbligare i suoi collaboratori a ritmi massacranti, al Presidente non importava più di tanto. E il Bertoletti si era ormai abituato a quell'ambiente: da quasi quattro giorni non ritornava più a casa, schiacciando ogni tanto un pisolino sulla brandina che aveva fatto sistemare in un angolo dell'ufficio, accanto al computer e alla grande fotocopiatrice.
Quella notte aveva deciso di terminare lo spunto delle fatture delle spedizioni del quarto trimestre e, dopo un lungo sprint produttivo, si era addormentato dalle 2.00 fino a circa le 6.30. Il Casio da polso gli aveva ricordato l'impegno e, sebbene con le ossa stanche, era uscito dalle coperte e aveva deciso di riprendere il suo compito. Prima però era necessario un buon caffé. Anche se, per sorbirselo, era costretto ad uscire in cortile, passare all'aperto lungo il corridoio del dopolavoro aziendale e servirsi delle macchinette adiacenti alla sala mensa.
Ed è proprio adesso che avviene il fatto. Messosi il cappotto e la sciarpa, il Rag. Bertoletti scende in magazzino e si avvia, sotto un cielo ancora freddo e stellato, in direzione delle distributrici automatiche di bevande. A quel punto, mentre la macchina del caffé compie il suo naturale processo e lui si fuma con gusto la prima sigaretta mattutina, comincia a sentire una vocina strana, molto strana.
Una voce di essere umano stridula, gracida, mai sentita prima. Si gira di scatto e, tra una foglia di tiglio e un pezzo di carta umido di rugiada, vede una rana, una piccola rana verdognola con la grossa testa deforme.
'Non scacciarmi. Lo so che ti faccio ribrezzo. Oggi sono una rana, dal corpo goffo e ributtante, ma anticamente, prima del sortilegio, ero una splendida principessa.'
Il Rag. Bertoletti, ancora un po' assonnato, non vuole credere ai propri occhi e cerca con il piede di far uscire l'animale dal cono d'ombra dietro la macchina del caffé. 'Non pestarmi, ti prego. Tornerò principessa se solo gli esseri umani mi dimostreranno la loro solidarietà. Fammi un gesto carino e io tornerò agli antichi splendori. '
A sentire quelle parole, Bertoletti dimentica per un momento i suoi destini contabili e raccoglie la rana. Poi, tenendola nella conca delle mani, rifa all'inverso il corridoio, sale le scale e la porta in ufficio, dove con uno straccio l'asciuga e le toglie l'umido di dosso. Ma la rana non ancora soddisfatta lo incoraggia con tono persuasivo:
'Non basta ancora. Per ritornare una donna, mi devi dare più calore.' Il ragioniere la avvicina alla stufetta ma, poiché ancora ciò non basta, si sbottona il gilet dell'abito e la infila tra la giacca e la camicia. 'Dai, ancora un piccolo sforzo e ci siamo', reclama implorante la rana, alla ricerca di una tenerezza incrementale.
Così Bertoletti prende l'animaletto e, sollevando le coperte della brandina, entrò con lei sotto le lenzuola, dopo avere ordinatamente tolto e piegato giacca e pantaloni. Ma, a quel punto la rana reclama un bacio, come prova di entusiasmo definitivo. E l'impiegato, ben conoscendo che i sortilegi richiedono un completo cerimoniale, teneramente la bacia, sfregando il muso con la bocca. Ed in quell'attimo la rana si tramuta in una giovane bellissima dai capelli sciolti e biondi, il rossetto fiammante sulle labbra, il corpo agile vibrante coperto solo da una camiciola bianca e trasparente. E altrettanto in quel momento, allo scoccare dell'incantesimo, entra nell'ufficio il Presidente dell'azienda, il quale vede il Rag. Bertoletti nell'atto di proferire alla rana tutto il suo affetto e calore.
E' strano che il commendatore sia presente in azienda proprio a quell'ora, ma è una incredibile combinazione che il suo ingresso nell'ufficio del Ragioniere coincida proprio con l'istante in cui il miracolo si sta compiendo! ...
Ecco, vostro Onore, le cose sono andate così! La difesa, per ora, ha terminato..."

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