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06 Versus 02

di Fabio Di Iorio su Smemoranda 1994 - Amici e nemici

Sì. Lo ammetto, un po' di soddisfazione c'è: una vita a sentirsi dire che i romani sono ladri, e adesso... 
I milanesi sono tipi precisi: se dicono dieci per cento vuol dire dieci per cento. Hanno fatto le cose in grande, non come in Irpinia dove, più modestamente, si accontentavano del dieci per dieci.
Però i risultati si sono visti. A Milano c'è una metropolitana bellissima, come a Parigi, come a Londra, ed è costata come se davvero arrivasse a Parigi. Ma non è vero che la Fiat sia coinvolta nello scandalo "Prendi due, Prada tre".
C'è stato solo un pranzo d'affari in cui alla fine, quando hanno chiesto il conto, gli hanno dato quello di una banca Svizzera.
Com'era bella Milano negli anni della festa, con tutti quei bei localini sui Navigli, dove se ordinavi una milanese ti portavano una modella impanata. Era una città così europea che per far entrare uno di Roma volevano il passaporto.
Perché anche a Roma ci sono i ladri, ma a Milano la corruzione era firmata, come gli assegni di Trussardi. Ci si dividevano i miliardi, e per gli spiccioli che rimanevano passava Rastrehler, mentre gli anziani facevano la fila per andare alla Baggina perché Mario Chiesa gli toglieva il dieci per cento dell'età.
Che vogliamo farci, era un periodo così, andava bene a tutti: in fin dei conti, anche Maurizio Damilano ci marciava. Poi è arrivato questo Di Pietro, la festa è finita e i politici hanno ripreso il dibattito costituzionale: costituirsi o no?
I milanesi hanno confessato, hanno mandato via quei politici corrotti. E ora tenetevi Bossi, un uomo che ha ancora tanto da rubare.
A Roma tutti questi problemi non li abbiamo. Forse non siamo puntuali, facciamo le cose in maniera approssimativa, ma siamo corretti, e sappiamo ancora essere solidali.
Quindi, signor giudice, non insista: proprio non glielo posso dire chi mi ha dato quei tre miliardi.

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