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Una nuova resistenza

di Fabio Santini su Smemoranda 1994 - Amici e nemici

Non ce la faccio a dividere il mondo fra amici e nemici. Sarebbe come affermare la validità di un principio manicheo e un po' reazionario fra bianchi e neri, fascisti e comunisti, ricchi e poveri e così via. Una divisione del mondo un po' fuori del tempo che esula comunque dal mio modo di pensare; oggi c'è un altro obbiettivo da raggiungere: la solidarietà. La intendo come un concetto un po' politico, spirituale, umanistico che rappresenta un modo di essere, di vivere la vita di tutti i giorni. E' la sigla del nuovo impegno. 
E', in un certo senso, una delle mille facce di quella nuova definizione che si chiama "Nuova Resistenza". I nemici ci sono eccome, sono dietro l'angolo, barricati fra quelli che non ci stanno, fra coloro che non aderiscono, fra chi dice chi se ne frega, tanto non cambia nulla. Bisogna partecipare, aderire, impegnarsi individualmente nella ricerca di un modello di vita che coinvolga gli altri. Gli altri chi?
Quelli che hanno più bisogno di noi, gli emarginati, i portatori di handicap, gli affetti da Aids. Questa è la nuova filosofia di questo spicciolo di anni che ci divide dal nuovo Millennio. Non abbiamo muri da abbattere, comunismi da rovesciare, nemici contro cui schierarci frontalmente, ideologie in cui cristallizzare il nostro pensiero. Dobbiamo impegnarci tutti però, per la ricerca della verità, per sconfiggere il nemico più difficile da annullare, perché insinuante e viscido: il menefreghismo.
Anche noi stiamo vivendo la nostra rivoluzione. E' quella dell'inchiesta " Mani pulite", una macchina schiacciasassi che, qualsiasi risultato ottenga in prospettiva giuridica, ha già di fatto caratterizzato il processo di decomposizione del sistema di potere dei partiti, delegittimandone l'invadenza asfissiante in tutte le sfere della vita civile. E dopo?
L'unico principio cui valga la pena veramente appellarsi è quello della solidarietà, intesa come sforzo individuale e collettivo per un nuovo sistema di vita. Che si inserisca in una società dove la divisione fra amico e nemico sia in realtà un gioco, magari al bar della domenica, dove ci si riunisce per parlare di calcio. Ci schiereremo contro i nemici più duri: l'omertà, l'ignoranza, la repressione, il non- risveglio delle coscienze. Dice Giorgio Bocca: "La presa di coscienza dipende dallo stato civile della gente".
Intendiamo questa frase come una sorta di definizione di uomo universale che incida sulla collettività e sul comportamento sociale degli individui. Dobbiamo schierarci contro l'arretratezza culturale ed economica, cercare di far diventare il nostro problema un problema di tutti, il nostro impegno l’impegno di tutti. Trasmettere agli altri quei valori positivi in cui crediamo. E' questa l'unica strada per combattere i nemici e vivere l'inebriante esperienza, unica e irripetibile, di vivere in un mondo attorniati da nuovi amici. Solo così avremo abbattuto l'indifferenza, il nemico numero uno di oggi.
Così la vita ci apparirà arricchita di un nuovo significato, di una nuova conoscenza individuale e collettiva.
E così ci apparirà meno banale vivere in un mondo di banalità.

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