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Ma: avete amici? Avete nemici? Parlatene

di Gioele Dix su Smemoranda 1994 - Amici e nemici

Io ho tre amici. Si chiamano Paolo tutti e tre. 
Come faccio a distinguerli? E' semplice: dalla voce.
Paolo infatti ha la voce roca e aggressiva; dette da lui, le parolacce sembrano veramente parole brutte. Paolo invece ha la voce squillante, come quella di mia zia, che poi è sua madre. 
Perché Paolo e io siamo cugini, ma questo non ci impedisce di essero anche buoni amici.
Paolo, infine, parla pochissimo, anzi quasi mai. E' così taciturno che i professori lo obbligano spesso a mettersi per punizione davanti alla lavagna e ripetere ad alta voce la frase:" il silenzio sarà anche d'oro, ma le parole hanno un certo valore soprattutto per rispondere alle nostre interrogazioni". Secondo me non è giusto che lo puniscano perché Paolo è bravissimo in tutte le materie, anche se solo nello scritto (a parte ginnastica che è esonerato).
E' bello avere degli amici così diversi. Con Paolo passiamo intere giornate seduti sul muretto in piazza della Resistenza Partigiana a urlare frasi maleducate alle ragazze e alle donne che passano, anzi io sto seduto e Paolo urla. Se qualcuna si offende e ci viene vicino, noi scappiamo veloci, anzi io scappo e Paolo continua a offenderle con parole inventate divertentissime. Non ci è mai capitato niente di grave, a parte quella volta in cui il fidanzato di una bionda tentò di travolgerci con il Vitara.
Con Paolo mio cugino invece stiamo sempre a casa. Facciamo scherzi telefonici in continuazione. O telefoniamo facendo numeri a caso e dando notizie gravi con voce allegra (Paolo è fortissimo quando fa: "Buongiorno, lei è la vedova tal dei tali? Ah, non è vedova? Come no? Scommettiamo?").
O scegliamo sull'elenco cognomi assurdi tipo Biscia, Lenza, Cagotti, Culini, Fecis, Fagioloni, Zuppa, telefoniamo e facciamo un po' i matti tipo Massimo Boldi. Non sempre però ci viene bene, certe volte cominciamo uno scherzo e poi ci blocchiamo: come quella volta in cui telefonammo a un certo professor Minchietti e, prima ancora che noi dicessimo "pronto", una voce rispose "a soreta".
L'amicizia con Paolo è forse la più bella. Dato che lui non parla quasi mai, passiamo molti pomeriggi insieme in silenzio.
Qualche rara volta io gli chiedo: "vuoi parlare?" e lui risponde: "no". Ancora più raramente, lui mi chiede: "vuoi parlare tu?", ma io non ho nemmeno il coraggio di rispondergli. Io voglio molto bene a tutti e tre i miei amici e mi domando come farei a vivere senza di loro. Di nemici, invece, non ne ho.
Però ho una grandissima nemica che si chiama Rossella e quella la odio sul serio. Rossella è brutta, secca e antipatica. Paolo è innamorato di lei da anni, ma dato che non parla, non glielo ha mai detto.
Io odio Rossella perché lo sa benissimo e se ne approfitta: copia da lui tutti i compiti in classe e quando i professori dicono "Ma questi due compiti sono uguali", lei fa gli occhi dolci a Paolo e Paolo, unica volta che parla, dice: "Ho copiato io da lei".
Paolo mio cugino abita nello stesso palazzo di Rossella e non la odia come me, anzi spesso si salutano e si parlano nell'atrio. Lui dice che non è poi tanto antipatica, quando non è a scuola. Io credo che si siano anche baciati durante le elementari. Invece io la odio perché mi ride sempre in faccia e mi dice che sembro un corvo, proprio così dice, un corvo, perché mi piace vestire di nero. A me non piace affatto vestire di nero, che poi non è nero, è blu scuro o grigio.
Colpa di mia madre che odia i jeans e le scarpe da ginnastica e mi fa mettere in giacca e cravatta, ma si può? Alla mia età.
Comunque io e Paolo abbiamo spesso insultato Rossella quando passava vicino al muretto e io non sono nemmeno scappato quando lei mi è venuta vicino e mi ha detto: "Puzzi di latte".
Puzzerà lei di latte! Il professore di ginnastica, che è molto simpatico e ci lascia sempre giocare a pallavolo, una volta mi ha detto: "Ma perchè parli sempre di questa Rossella? Ci hai sfinito! 
Tu secondo me ne sei innamorato, altro che". Innamorato io? Tz!
Innamorato sarà quell'imbecille dell'istituto tecnico Galvani che la viene a prendere con la moto. Arriva con due caschi, uno sulla testa e uno sul braccio. Rossella esce, si baciano, poi lei mette sulla testa il casco che lui aveva sul braccio, lui mette sul braccio il casco che aveva sulla testa e se ne vanno. Io spero che un giorno abbiano un incidente e si spacchino lei la testa e lui il braccio.
Giudizio della professoressa Carrara: Trasandato nella forma, molto discutibile nei contenuti. L'amicizia è un sentimento molto serio.
Quanto a Rossella, il fatto che sia un'oca non ti autorizza ad augurarle sciagure stradali. Non ho capito l'espressione "tipo Massimo Boldi".
Chi è Massimo Boldi? Un altro dei tuoi spiritosi amici, immagino.
Desidero conferire con tua madre al più presto.

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