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Ultimo viaggio a Tulsa

di Ivano G. Casamonti su Smemoranda 1994 - Amici e nemici

Cari lettori della Smemoranda, non ho niente da dire sull'amicizia né sul suo contrario. 
Gino, Michele e Nico (che non è la cantante dei primi Velvet Underground, tra l'altro già morta, ma il capo della Smemoranda) mi avevano suggerito, nella mitopoietica "lettera segreta" che noi collaboratori dell'agenda riceviamo ai primi di gennaio, di parlare di amicizia tra umani e androidi e cose così. Impossibile: lo scenario previsto dal film Blade Runner o dal romanzo di Dick cui Ridley Scott attinse con poca attenzione, si è rivelato esatto, ma senza bisogno della clonazione, di uomini artificiali o di robotizzazioni: in un paese in cui 15 milioni di persone (un quarto degli abitanti) il sabato sera guarda Paperissima e/o altre immonde cagate equivalenti, ormai la distinzione umano/androide mi sembra ridicola.
Ricordate il bel monologo finale in Su la testa dell'attore Paolo Rossi? Mi dispiace per Paolo, ma non ho figli dei miei figli cui affidare, un giorno, le speranze di riscatto dei sogni che mi hanno strappato da sotto la pelle, lacerando anche me.
In effetti, debbo ammettere che la fase della mia vita emozionale che comprendeva amicizie e amori ormai è finita: provo una tranquilla indifferenza verso il genere umano, sono ricambiato e vi assicuro che non sto male. Anzi, per quel che mi riguarda, spero che il Pianeta venga in futuro dominato da altre razze, un po' meno squallide di quella cui appartengo.
Avevo puntato su una variante della specie, come possibilità, ma sono rimasto deluso: le donne sono stronze come gli uomini.
Vorrei esprimere questo pacifico disagio in poesia, ma odio il poetare. In musica ce la farei, ma bisognerebbe accludere un c.d alla Smemoranda ... troppo casino. La canzone potrebbe essere una via di mezzo pregnante.
Non in italiano, certo, lingua che mi è estranea ormai quanto chi la parla, ma usando un brano scritto, nel suo primo disco da solista, da uno che la pensa come me e che, ai tempi, è stato anche mio amico. Eccovi la conclusione di Last trip to Tulsa, di Neil Young, uscita nel gennaio 1969 su etichetta Reprise. La traduzione è mia, libera ma rispettosa, ed è tratta da un mio antico libro, comunque i diritti sono: Cotillon Music/ Marcos Music/ Broken Arrow Music.
(dopo 5 lunghe strofe):
...
Stavo abbattendo una palma
Quando piombò lì un amico a chiedermi
Se mi sarei sentito meno solo
Se lui mi avesse aiutato a maneggiare l'ascia.
Risposi: "No, non è un caso di solitudine che tu vedi qui.
Sto lavorando a questa palma da 87 anni."
(ripete le ultime 3 righe)
Lui disse: "Vaffanculo."
E s'incamminò verso la sua Cadillac
Io abbattei la palma
Ed essa gli cadde sulla schiena.

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