I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

Difesa del territorio

di Mario Maffi su Smemoranda 1994 - Amici e nemici

C'era sempre la luna piena quando le bande degli Assassins e dei Dragons si scontravano nelle strade di New York, nei primi anni '60, dietro gli angoli sbreccati di edifici cadenti, sotto le scale antincendio arrugginite, nei lotti abbandonati della città notturna. Gli Assassins avevano Chelsea come base; i Dragons, il Lower East Side. 
I primi erano capitanati da Chino, i secondi da Angelo: due figli, appena quattordicenni, della grande diaspora da Portorico, subito dopo la guerra. Oltre a loro, nell'intricata geografia newyorkese di isolati e terre di nessuno, di strade off-limits e rabbia giovanile, di emarginazione ed energie che esplodevano nella distruzione e autodistruzione, c'erano i Jaguars, i Counts, gli Unknowns, i Bapin Balerinos, e tante altre bande, nere e bianche, portoricane e cinesi, tutte impegnate nella “difesa del territorio”.
Erano i primi anni '60, e gli Assassins e i Dragons si facevano guerra, e c'era sempre la luna piena quando si scontravano. Chino era il capo più temuto e rispettato tra le bande portoricane di New York, Angelo lo seguiva a ruota. Ci furono battaglie, agguati, vendette, il rituale di un'appartenenza e un'identità negate che cercano d'affermarsi nelle strade, giorno dopo giorno, istante dopo istante. E ci furono le prime vittime d'una spirale che poteva solo portare troppo lontano.
Ma, a un certo punto, Chino e Angelo seppero vedere con chiarezza quella spirale. Vennero la prigione, l'allontanamento forzato dalle strade, la pausa d'un ritorno a Portorico. E venne il ripensamento sul vissuto di tutti quegli anni, di cui Chino e Angelo erano stati il prodotto quanto il motore: il precipitato delle contraddizioni del ghetto, della tragedia come della creatività, della rabbia come delle potenzialità.
C'era sempre la luna piena nelle strade di New York, quando Chino e Angelo tornarono a incontrarsi. Ma questa volta non fu per farsi la guerra: Chino e Angelo strinsero un patto d'alleanza, fusero insieme gli Assassins e i Dragons, individuarono il nemico comune. Nacque una nuova idea di banda, un gruppo di quartiere che con il tempo si sarebbe chiamato Charas (dove Chino rappresentava la C, Angelo la A, e altri attivisti le altre lettere) e avrebbe lavorato e lottato per ridare un'identità ai giovani del Lower East Side e di New York, al di là della tragica spirale delle guerre per la "difesa del territorio": un gruppo e un luogo fisico, per organizzare le lotte per la casa e le iniziative contro la droga, tenere laboratori di danza e musica, incontri politici e mostre di pittura.
Fu così che, del Lowers East Side, di questa inner-city newyorkese aggredita dalla speculazione edilizia e ferita dal crack e dall'AIDS, ma forte di una secolare tradizione di lotte e resistenza che ha visto fianco a fianco tedeschi e irlandesi, italiani ed ebrei, cinesi e portoricani, fu così che di questo tormentato ma vitale ghetto, Charas divenne uno dei baluardi, nel massiccio edificio tra Avenue B ed East 9th Street: frutto di nemici diventati amici nella scoperta d'un nemico comune, con o senza luna piena.
P.S. : Questa è una storia vera. Potete trovare Charas al 605 della East 9th Street, a Manhattan. Ma non andateci come curiosi: andateci solo se v'interessano davvero la sua storia e il suo lavoro. 
Contro i curiosi, la "difesa del territorio" è sempre valida.

Advertisement