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Lana e Lanotte

di Alessandro Bergonzoni su Smemoranda 1993 - La notte

Dodici anni fa circa, e non posso essere più preciso di così perché me lo sto inventando di sana pianta, un uomo di cento anni mi si buttò ai piedi piangendo. Io gli dissi di alzarsi, di non fare così e lui poco dopo si alzò faticosamente e piano piano sparì. 
Laparlà laporlé luperlò ... liperlì non capii quel gesto, ma dopo un attimo non ci pensai più e feci per allontanarmi, ma inciampai e caddi: mi aveva legato le stringhe delle scarpe!
Questo aneddoto mi serve per fare capire che quando non sai come iniziare un pezzo a tema puoi usare un inizio di un altro pezzo così intanto un tot di righe le hai già fatte e dopo scrivere sull'argomento è più facile. Parentesi aperta (parentesi chiusa).
La notte è un apostrofo rosa tra le parole porco e giuda. Etimologicamente la parola "notte" deriva dall'italiano "buonanotte" (da non confondere col famoso presentatore) va detto che la notte serve alla sera per far venir giorno e quando il giorno si fà sera di solito insieme fanno notte, tirano tardi anche se centrano e non centrano.
La notte è donna mascolina, che ha due figli l'Alba e l'Albume (o n'uovo giorno). E' eunuca, nuca, testa e tosta, casta e perversa, diversa, traversa, palo, polo, a nolo, a velo (è zucchero) a vela (e vola) insomma cela: e il cielo? 
Notta, si scalotta, sculetta, fa da reginetta, s'incorona, si trona, ti rintrona poi ti spodesta e solo alla fine si desta; e l'elmo di Scipio? 
S'è cinta la testa (parto cerebrale? scherzo di Natale?).
Fratelli di taglia, ditemi la vostra misura vi faccio il vestito adatto e se avete un bel bambino lo adotto, perché la notte do re mi fà sognare.
Partendo dal concetto che una rondine non fa colazione e che l'alito non fà il monaco, qualunque cosa abbia mangiato, la vera definizione di notte la diede Miss Carnival Restels, studiosa della fine del decimo secolo ma che nessuno ormai ricorda più quindi ciccia, accontentiamoci di sapere che la notte è un giorno da leoni passato in casa di un domatore; un cane senza coda che fà la coda per comprare una coda e questo perché la notte ci licantropizza: si abbaia alla luna o come le pecore si abbaia alla lana; la notte scalda prende i sogni e te li segna; è sanguigna, genuigna, calma come Ollio, tesa come Stanlio, buona come un finlio.
Nutre la luna finché la luna non è luna piena, e la notte di San Lorenzo vomita le stelle più famose che lasciano il loro autografo nel firmamento, che salgono sul grande carro, insieme all'orsa maggiore e alla cometa Bubu, carichi di cestelli e di merende fino al porco di Yelloston maiale che porta allo sporco mattino, perché il mattino altro non è che una notte senza pigiama che ha l'oro in bocca, le carie in vista.
Oh notte odontoiatrica, portami da un ponte all'altro, non mi molare. Il tuo sguardo Ugolino e il tuo morso canino mi fà abboccare, come il pesce mezzanotte che baciato da un verme si trasforma in esca o frutto senza "p"...
Notte con 2 T come botte cotte e ciabatte non lasciarci "sole"! 
Noi non siamo altro che punti neri sulla faccia della terra, le nostre case sono foruncoli, il nostro re Bruffolo Bill...
Notte tu sei l'acne... e doni.
Ohcomedoni... !! Come doni tu nessuno dona e nessuna donna nemmeno la Befanna che vien di note (stonate) stanote e con le scarpe tute rote.
Parola di lupetto.

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