I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

La notte artica

di Fabio Di Iorio su Smemoranda 1993 - La notte

La notte artica dura sei mesi, e anche i bar aperti fino a tardi a un certo punto chiudono per ferie. C'è solo un negozio che rimane aperto 24 mesi su 24, e là ci vanno tutti quelli che non riescono a prendere sonno. 
Dopo tre mesi, quando è mezzanotte, ci hanno gli occhi come Schillaci ai Mondiali, che infattti si giocavano in notturna. Però non ne vogliono sapere di andare a casa perché alla televisione ci sta Marzullo, e al Polo Nord i dintorni della mezzanotte durano due mesi.
Ma perché la notte artica dura così tanto? Il maestro dice che dipende dalla rotazione del sole e della terra, ma secondo me è più che altro per la rotazione delle balle di quelli che ci abitano.
Quelli vanno a dormire e quando si svegliano fuori è buio. Allora si rimettono a dormire e quando si risvegliano è ancora notte. Si leggono un giornaletto e si addormentano un'altra volta. Papà dice che non ci hanno voglia di lavorare, ma io penso che la notte non si lavora, la notte si dorme e il giorno si va a scuola. La notte va bene, è il giorno che è fatto male.
Comunque io non ci voglio andare a questo polo artico, anche se quando uno va all'albergo paga una notte e ci sta sei mesi e nessuno ti dice niente. Là sono poveri e dormono dentro al ghiaccio come i bastoncini di pesce, così la mattina si svegliano coi dolori alle ossa.
Li chiamano eschinesi per questo fatto che gli fa male la schina.

Advertisement