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La lucciola Cinzia

di Gino&Michele su Smemoranda 1993 - La notte

Di noi hanno sempre detto che viviamo in un ambiente pulito, senza tracce di inquinamento. Il rilievo è giusto ma anche abbastanza ovvio. Se voi foste liberi di scegliere, dove preferireste vivere: davanti alle raffinerie di Pero, oppure dentro un bungalow su un'isoletta delle Maldive? 
Noi, grazie a dio, la libertà di scelta non ci manca, anzi è forse l'unica libertà di cui godiamo. Io mi chiamo Cinzia, piacere. Sono una lucciola, ma di buona famiglia: coleotteri-lampiridi. Ho otto sorelle, anzi sette: Lulù si è spenta che è poco. 
E' stata una perdita, un incidente malvagio: spiaccicata contro una vespa che tornava a casa zigzagando, piena di polline da fare schifo. Non si è neanche fermata.
Il problema è che è sempre più un casino girare la notte. Ieri l'ho detto a mia madre: se nasco un'altra volta voglio nascere calabrone. Dopo vediamo se quelle stronze di vespe fanno ancora le impennate per spaventarmi.
Mia mamma è una lucciola dolce, siamo molto amiche anche se lei è di un'altra generazione. A volte mi fa tenerezza: io mio padre non l'ho mai conosciuto, ma lei non l'ha addirittura mai visto!
Le è zompato addosso da dietro una notte di giugno e prima che lei accendesse la luna per dare un'occhiata, zip! , già volato via il mandrillo. 
Per questo adesso io e le mie sorelle la notte usciamo in formazione come le Frecce Tricolori. Non che l'amore ci faccia schifo ma vogliamo farlo con chi ci pare a noi e soprattutto quando vogliamo noi. I maschi d'altronde sono tutti uguali, appena cerchi di affrontare un po' seriamente l'argomento, loro ti guardano esterrefatti, come la mucca guarda il treno, fingono di non capire l'importanza che ha per noi femmine il corteggiamento.
Ieri un lucciolotto che non mi dispiaceva neanche ha avuto il coraggio di dirmi: "Ma scusa, io vivo una settimana soltanto e devo perdere tre giorni a farti la corte a te? Ma vaffanculo, va'! e se ne è volato via. 
"Stronzo - gli ho gridato - stai sulla provinciale che quelle lì sono le lucciole che fanno per te! " Però dopo ho pianto perché, ve l'ho detto, non mi dispiaceva proprio per niente, e poi mi sono girata e ho visto che dalla formazione di volo mancava il fanalino sinistro, mia sorella Katya, sempre lei, che dopo un po' è arrivata con due occhi furbetti che si capiva che il mio ganzo non aveva avuto bisogno di trasferirsi sulla provinciale. Che selvaggi.
E' così che ci imbarbariamo. Già per sopravvivere abbiamo dovuto accettare il compromesso del minor inquinamento, altro che testimoni della purezza atmosferica. Qui i casi eran due: o ci estinguevamo, oppure accettavamo di convivere in queste nuove condizioni ambientali.
Non è stata una scelta facile, siamo state assenti una decina d'anni a discutere, un'assemblea via l'altra, cosa convenisse fare. Ma non si concludeva mai un fico secco, anche perché era un casino per chi vive al massimo una settimana farsi riassumere il succo del dibattito in corso da dieci anni. Ma alla fine proprio alcuni giovani della mia generazione hanno detto basta. Costi quel che costi dobbiamo tornare a mostrarci. Non è nascondendoci che sconfiggeremo i nemici della natura.
Ma non fatevi ingannare, non dite: "Guarda son tornate le lucciole. Allora vuol dire che qui l'aria è pulita!
"Pulita un accidente: abbiamo dei polmoni peggio di quelli delle vespe, tutti incrostati di idrocarburi. Siamo vive ma non si sa per quanto. Intanto prendiamo atto del casino che è successo nella natura durante il periodo della nostra clandestinità. Non ci sono più leggi, le gerarchie sono continuamente in discussione, molte famiglie hanno perso la classe e l'eleganza che le distinguevano. Ieri ho sentito con le mie orecchie una farfalla che faceva un rutto. Siamo alla degenerazione e questo, noi lucciole, non lo potevamo tollerare.
Ecco perché siamo tornate, per riportare un po' di poesia, per ispirare gli innamorati. Ma anche qui i risultati sono deludenti. Ieri notte abbiamo circondato, tutte festanti, due fidanzati che si baciavano su una panchina.
Lei prometteva bene, ha detto: "Guarda... le lucciole! ", e lui: "Bestiale. Ma com'è che si accendono? ", e lei: "Be', è una questione di cellule fotogene, ma quel che conta è che si accendono solo nella stagione dell'amore, è un richiamo, più l'intensità è elevata, più alta è la loro voglia" , e lui: "Meno male che non si accende a me, se no in questo momento ... hai presente la lanterna di Genova?".
Pensare che una volta ispiravamo Pasolini.

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