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Va' a dormire, va'!

di Gioele Dix su Smemoranda 1993 - La notte

Quando ero bambino, mia nonna, alla quale voglio un bene dell'anima, mi diceva sempre: "I matti confondono il giorno con la notte." E io pensavo tra me: saranno matti, ma non sono mica scemi. Mi piaceva un sacco la notte, già allora. Ripensando oggi alle parole della nonna, mi è venuta un'idea geniale: perchè non diventare tutti matti a quel modo? Sono convinto che, dopo un periodo di comprensibile disordine, i vantaggi sarebbero enormi per tutti. Spiego. Si prenderebbe l'abitudine di dormire durante il giorno. Ne conseguirebbe che raramente si vedrebbero persone degne di stima sbadigliare verso sera, cosa che, almeno a me, fa tanta tristezza. Essendo la maggior parte della gente impegnata a dormire, si risolverebbero due gravi problemi: il traffico caotico nelle ore di punta e la disoccupazione giovanile (strade e posti di lavoro sarebbero sgombri - dico sgombri nel senso di liberi e non nel senso di pesci, anche se qualche imbecille sostiene che chi dorme non piglia pesci). Le sedute parlamentari e le riunioni di governo si terrebbero esclusivamente di notte e nessuno potrebbe più affermare impunemente di fare politica alla luce del sole. Scandali, insabbiamenti e trame oscure avrebbero finalmente la dignità e la collocazione oraria che da sempre meritano. Con le scuole ovviamente chiuse di giorno, gli studenti avrebbero tutto il tempo necessario per farsi una cultura in proprio, per leggere, per viaggiare, per alimentare la loro naturale curiosità e per rilassarsi un poco. I professori, dal canto loro, potrebbero finalmente avere tempo disponibile per veri corsi di aggiornamento. Tutti (o perlomeno chi è interessato) potrebbero fare l'amore nelle ore diurne, con grandi vantaggi e godimenti sia per le donne che per gli uomini, essendo scientificamente ben noto che le une rendono sessualmente al meglio di mattina, mentre gli altri nel primissimo pomeriggio. I dati auditel relativi al cosiddetto prime-time (20.30 - 22.30) si svuoterebbero di significato e ci si libererebbe in breve tempo di moltissimi presentatori e presentatrici impresentabili. Gli spettacoli teatrali inizierebbero fra l'una e le due e mezza del pomeriggio, per la felicictà degli spettatori, che non rischierebbero più l'accasciamento per stanchezza sulle poltrone e degli attori, che potrebbero cenare a casa con le proprie famiglie. Con i negozi aperti durante la notte, si potrebbero finalmente organizzare cene anche all'ultimo momento, senza imporre agli ospiti occasionali la solita deprimente spaghettata al tonno "perchè non ho altro in casa". Non ci sarebbe più bisogno di pagare i metronotte, dato che ognuno vigilerebbe ben riposato sui propri beni mobili e immobili (tutti quegli uomini in bicicletta armati di pistole e bigliettini colorati non mi hanno mai fatto dormire tranquillo). Non ci sarebbero più le stragi del sabato sera, o perlomeno vi resterebbero coinvolti anche molti genitori. I bambini non avrebbero più paura della notte, del buio e del babau. Si farebbero tanti sogni durante il giorno e resterebbe tutta la notte per cercare di realizzarli. Sarebbe bello. Comunque, non dirò niente di questo mio progetto alla nonna. Tanto conosco già quale sarebbe il suo commento: "Gioele, va' a dormire va'!".

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