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Uno squillo nel buio

di Marco Posani su Smemoranda 1993 - La notte

Mi sveglio di soprassalto e allungo il braccio per cercare di bloccare il campanello della sveglia sopra il comodino. Non trovo niente, nell'aprire gli occhi mi ricordo che io non ho un comodino e nemmeno una sveglia, infatti è il telefono: Nico, direttore di Smemoranda. 
"E' pronto il pezzo?" "Quale pezzo?" "Non fare il finto tonto, è da una settimana che mi devi mandare quel maledettissimo pezzo!!! "
"Che bisogno c'è di urlare...? Non possiamo sentirci domani mattina... stavo dormendo..." "Alle nove di sera?! Ti sei rincoglionito?! Mandami quel dannatissimo pezzo entro domani mattina alle otto, oppure... lo dico a Gino e Michele." 
CLICK.
Il mio sguardo, ancora tra l'addormentato e il bovino, cade sull'orologio: sono davvero le nove e tutti i fogli sono sparsi sul letto ancora intonsi. Un brivido mi corre lungo la schiena. So bene che Gino non avrà mai il coraggio di farmi del male, ma purtroppo conosco bene anche Michele; lui, se non gli consegni il pezzo per Smemoranda, diventa come un guappo: sfregia.
Ho cazzeggiato per mesi e come al solito mi ritrovo a scriverlo all'ultimo momento. Titolo: Il telefono di notte, dicono scelto su misura per me "perché sappiamo che hai avuto il duplex per vent'anni".
Mi sfugge il nesso, ma ormai è fatta: l'impegno è stato preso e quindi va mantenuto. Vado in bagno a darmi una sciacquata per riordinare le idee. Mi guardo nello specchio e sul viso già riesco a immaginarmi lo sfregio che mi farà Michele.
Sale l'agitazione, rosso paonazzo corro ai miei fogli e nonostante noti che il pennarello lasciato aperto sul letto ha formato un'enorme macchia nera d'inchiostro, faccio finta di niente e cerco di concentrarmi. Passano trenta lunghissimi secondi in cui sogno a occhi aperti di non essere lì, ma di fare dell'autoerotismo nudo e felice su un pascolo d'alta montagna...
Riprendo coscienza e mi prende l'impulso irrefrenabile di cercare nell'armadio quella giacca con la martingala che non metto da almeno quattro anni. Butto all'aria tutto, ma senza chiedermi il perché, non ne ho il coraggio.
Non la trovo e ricado esausto sul letto. Rivedo i fogli bianchi e mi assalgono fantasie di malattie rarissime, tropicali, quelle che ti mandano in stato di coma profondo nel giro di tre o quattro minuti.
Mi piacerebbe addormentarmi, ma i cinque sensi ormai sono lì, vigili, sento addirittura le unghie delle dita di Michele affondare con crudele lentezza nella mia carne.
"E' bello scrivere di notte, hai tutto il tempo davanti, sai quando inizi, ma non sai quando finisci. Il contrario dell'amore." Sigh.
Dopo tre ore sono ancora senza idee, sdraiato sul letto, in mutande in mezzo ai fogli; una condizione che di per sé non significa niente, ma senz'altro aiuta nel sentirsi idiota. Fingo un languore allo stomaco e vado in cucina. Apro il frigo. Dentro c'è una vecchia panna cotta che mostra una punta di significativa muffetta. Naturalmente la mangio, nella speranza che sia andata a male.
Passano cinque minuti, ma purtroppo il dolore che sento salire è solo un leggero mal di pancia. Non posso dire che non ho scritto niente perché avevo il mal di pancia. Sono lontani i tempi della scuola, quando bastava la morte di un parente lontano per poter stare a casa per motivi familiari... 
L'agitazione comincia a trasformarsi in angoscia, vedo Nico, Gino e Michele che mi circondano minacciosi; Michele ha una bottiglia in mano: "Adesso lo sai dove te la ficchiamo questa?!" Se è così che deve finire è meglio che la faccia finita io.
Mi tiro una scarica di pugni all'altezza del plesso solare. Un dolore fortissimo, ma rimango in piedi. Torno in camera barcollante e volutamente inciampo nella gamba del letto. Cado pesantemente, senza aiutarmi con le mani, tentando di colpire con la testa il pavimento. Ci riesco.
Alle otto in punto squilla il telefono, risponde la polizia scientifica.
"Pronto, chi parla?... E chi è Nico di Smemoranda? Marco Posani? Non posso passarglielo... E' morto... Sì, un'ora fa circa... No, qui non c'è nessun pezzo per Smemoranda... Di niente."
CLICK.

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