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La lunga notte dei libri

di Ugo Volli su Smemoranda 1993 - La notte

Cosa fanno i libri durante la notte? Noi dormiamo, balliamo, beviamo, facciamo l'amore. I libri, invece, cosa fanno? 
A qualcuno di voi la domanda potrà sembrare irrilevante. 
Padronissimo. Sappia però che da parte mia io considero questo atteggiamento ingiustamente discriminatorio e vagamente razzista.
Soprattutto irragionevole: poiché è chiaro (almeno a chi frequenta con giusto successo le nobili scuole del nostro Regno) che noi umani non siamo altro che il mezzo usato dai libri per scrivere altri libri. Si potrebbe dire: un po' come le galline per le uova.
Ma a differenza delle uova e delle galline, che sono almeno un po' parenti, i libri ci sono decisamente superiori: vengono dopo nell'ordine dell'evoluzione, hanno una durata media della vita superiore, si riproducono senza fare storie e altrettanto stoicamente vanno al macero.
La loro natura spirituale è fuori discussione, con l'ulteriore vantaggio di essere privi di inconscio. Dunque, se i gatti di notte esplorano i tetti, le rondini ripiegano il capino sotto l'ala, i fiori profumano di più, le cicale friniscono e i ragazzi vanno in discoteca, cosa fanno i libri?
Sarebbe facile dire: se ne stanno sui loro scaffali come sempre. Chiunque abbia un minimo di esperienza al mondo sa che non è vero. Non sto parlando dei libri isolati e mezzi morti, quei poveri pendolari che magari voi vi portate ogni giorno a scuola, costretti a stare stretti e scomodi nei vostri zaini, come neanche i pendolari in treno e sul metrò magari con l'aggravante della stretta intimità con presenze imbarazzanti e non proprio profumate, come le scarpe da ginnastica o i panini al salame. Quelli magari di notte dormono, tramortiti dalla fatica e dalla noia di sé (vanno a scuola anche loro, dopotutto).
No, i libri veri, in quei loro paesi, città e metropoli che si chiamano biblioteche, di notte non se ne stanno lì immobili come cretini, e non fanno così neppure quei libri isolati, sì, ma felici, che si sono procurati un servitore temporaneo o permanente (quello che noi umani usiamo chiamare lettore). Per questi ultimi la risposta è più facile.
I libri che di notte hanno un servitore attivo, lo suggestionano con più forza, dispongono di lui in maniera più inflessibile, lo influenzano di più.
Costui può ben pensare che sta usando il "suo" libro per passare il tempo, per addormentarsi, per studiare. In realtà è vero l'opposto. E' il libro che usa lui per esercitare tutto il suo potere. Basta un esempio a dimostrarlo: di notte si consumano più romanzi polizieschi del normale.
Anzi, potremmo dire che i gialli vivono soprattutto la notte o in circostanze simili di sospensione della realtà: viaggi, malattie, isolamenti obbligati. Volete un secondo esempio? 
Pensate a quella credenza, così diffusa da aver contagiato anche il buon Charlie Brown, per cui mettere un libro di studio sotto il cuscino serve a imparare qualche cosa nel sonno. Forse che il sapere è volatile ed evapora lentamente nei cervelli?
No, tutti sappiamo che la scienza è pesante e tende a cadere verso il centro della terra con un'accelerazione di 9,8 metri al secondo per secondo. Il fatto è che i libri, volendo, potrebbero impadronirsi dello spirito di chi dorme nelle vicinanze. Ma dovete sapere che i libri sono orgogliosi, e rifiutano di operare su chi non fa un gesto per primo nei loro confronti.
E' questa la vera ragione per cui il metodo di Charlie Brown non funziona. La spiegazione filosofica completa, del resto, l'ha data una volta Snoopy.
"Scodella guardata non si riempie mai." Come dire: "Troppo facile, non vale."
Ma i libri in colonia, i libri delle biblioteche e delle librerie, di notte cosa fanno?
A questo punto, spero, sarete voi a chiedervelo. Be', non ho difficoltà a dirvelo. Di notte i libri si raccontano a vicenda le loro storie, e si divertono molto in questo modo. Se non ci credete, fate come me, andate in una biblioteca di notte, e ascoltate.
Sentirete le voci dei libri, il loro sottile mormorio sempre nuovo. Ma fate attenzione, niente rumore. I libri sono creature silenziose e molto amanti della privacy. Se vi sentiranno, smetteranno subito. 
Dovrete allora addormentarvi fra loro, e forse così vi si riveleranno. Dunque, se non sentite niente la prossima volta che passate la notte in una biblioteca, non date la colpa a me.
Siete voi che siete goffi, indegni della confidenza dei libri.

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