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E io mi sveglio

di Gioele Dix su Smemoranda 1992 - Sogno e utopia

Ho sempre sognato di fare lo psicanalista. Oddio, sempre; diciamo spesso. 
Il sogno è più o meno il seguente: sto correndo su di un prato larghissimo; molti cani mi inseguono per sbranarmi; allora io sbatto le braccia e mi alzo in volo verticalmente; i cani diventano piccoli piccoli e io sento l'aria di montagna entrarmi nel naso; sono felice; ma poco dopo comincio a precipitare e non sono più felice; mi viene l'angoscia; i cani diventano di nuovo grandi, grandi, sempre più grandi; talmente grandi che io casco ai loro piedi, anzi alle loro zampe, senza che se ne accorgano; sento abbaiare forte, forte, talmente forte che mi sveglio per il rumore; mi trovo seduto su una poltrona e un dottore barbuto mi dice: "I soliti cani, vero?" Io sorrido e rispondo: "Sì, ma era solo un sogno, niente di preoccupante"; ma il dottore mi punta un dito nell'occhio e replica: "Se è preoccupante o meno, spetta a me dirlo... comunque ora si svegli!"... E io mi sveglio. Fine del sogno.
Già, si fa presto a dire "fine del sogno". Il problema è che, a quel punto, io non mi sono ancora svegliato.
In altre parole, percepisco in qualche modo che ho smesso di sognare, ma ancora sto dormendo. E' una situazione imbarazzante, sgradevole, ai limiti dell'intollerabilità. Voglio uscirne, vivo possibilmente. 
Ma sono stanco morto. E non capisco se la mia stanchezza è fisica (cioè, non ho dormito abbastanza), oppure mentale (cioè, ho sognato troppo, facendo un sogno faticoso, tra l'altro, perchè non ho fatto altro che correre e volare).
Insomma, dormo e mi accorgo che dormo.
Sento una voce che urla: "Sveglia! Lo sai che stai dormendo?" Io guardo l'ora e sono quasi sempre le quattro e un quarto... Ma allora se ho guardato l'ora vuol dire che sono sveglio!
Infatti mi alzo e cammino verso la porta. Entro nel mio studio di psicanalista. So bene che ho preso la laurea tanti anni fa e ho anche un sacco di clienti, ma stasera curo me stesso... perchè ho detto stasera? 
Sono le quattro del mattino...
Be', non si può sempre spiegare tutto, come diceva il mio professore di statistica psicometrica.
Allora, dunque, vediamo, anzi vedo, mi vedo... come in un film... Eccomi, sto correndo su un prato, è larghissimo, è il mio bisogno di libertà; dei cani mi stanno inseguendo, è la mia paura delle donne; mi alzo in volo, be', questo è l'orgasmo!... magnifico, salgo sempre più su... no, ora sto precipitando, ho paura, paura che finisca l'amore, i cani diventano grandi, la mamma che mi lava, mi veste, mi pettina, sento rumore, mi brucia la gola, le tempie, mi sento male! Non voglio vivere da solo! Qualcuno mi aiuti! Dottore!...
Ah, non mi ero riconosciuto, sono io che mi chiedo: "I soliti cani, vero?" e subito dopo minimizzo con "Niente di preoccupante". Lo so, mica mi ero preoccupato e comunque lo stabilisco io se è preoccupante o meno, posso persino decidere di svegliarmi, vedi?
Vedo: infatti, sono sveglio. Mi brucia molto un occhio però. Devo essere per il dito che mi sono infilato mentre mi sognavo di essere uno psicanalista.
Tutto sommato preferisco sia andata così.
Pensa se diventavo psicanalista sul serio, nemmeno sognare in pace avrei potuto.

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